CUNEO - No, l'app 'Immuni' non vi avvertirà in tempo reale se vi state per avvicinare a un positivo al Coronavirus

Le informazioni sul funzionamento del sistema nel Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri: download volontario, nessuna geolocalizzazione, no a limitazioni per chi non la utilizzerà

a.d. 30/04/2020 14:44

No, l’app “Immuni” non vi avvertirà in tempo reale se vi starete avvicinando a una persona positiva al Coronavirus. La questione dell’applicazione per il tracciamento dei contatti che il Governo adotterà per il contrasto alla diffusione del virus è stata nelle ultime settimane tra le più discusse, con dibattiti sul tema della privacy e sul numero di download necessari per rendere efficace il sistema. Sul tema, però, sono circolate anche molte informazioni errate, come quella riportata in apertura (per la verità alimentata anche dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista rilasciata a Sky Tg 24): se il funzionamento fosse quello citato il sistema avrebbe decisamente poco senso, in quanto si presume che chi risulta positivo ad un tampone per il Covid-19 debba rimanere in assoluto isolamento e che quindi non possa venire a contatto con altre persone in luoghi pubblici. 
 
Proviamo quindi a fare chiarezza su quello che sarà il reale funzionamento del sistema, inserito nell’ultimo Decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri. L’applicazione avrà un funzionamento basato sulla tecnologia Bluetooth. Tramite l’app ogni smartphone emetterà ad intervalli regolari un codice identificativo anonimo che sarà “intercettato” dagli altri dispositivi che utilizzano “Immuni” nelle vicinanze, entro qualche metro. Se uno dei proprietari dell’app risulterà successivamente positivo al Coronavirus, l’informazione verrà “caricata” nel sistema informando le persone con cui era venuto a contatto nei giorni precedenti. Una volta scaricata, infatti, l'app conserverà in memoria una lista di codici identificativi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino, non collegati all’identità e ai dati dei proprietari dei dispositivi. “I dati personali raccolti sono esclusivamente quelli necessari ad avvisare gli utenti dell'applicazione di rientrare tra i contatti stretti di altri utenti accertati positivi al Covid-19, nonché ad agevolare l'eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti”, si legge nella nota emessa dal Consiglio dei Ministri. Chiaramente, una volta tracciati i contatti, il sistema sarà efficace solo se abbinato ad un aumento della capacità di eseguire i tamponi sui soggetti venuti a contatto con il paziente positivo. 
 
Il download dell’applicazione sarà volontario: il mancato utilizzo non comporterà "alcuna limitazione o conseguenza in ordine all'esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati", ha precisato in una nota Palazzo Chigi al termine del Cdm che introduce regole per l'applicazione.
 
È esclusa - si legge nel testo del decreto - la geolocalizzazione dei singoli utenti”. L’app, insomma, registrerà il contatto con gli altri dispositivi, ma non rileverà gli spostamenti del dispositivo e le coordinate geografiche del luogo dov’è avvenuto il contatto, nè, come già detto, l’identità dei soggetti. Tutte le informazioni memorizzate dal sistema, in ogni caso, verranno eliminate entro il 31 dicembre 2020.
 
L’applicazione, secondo quanto affermato dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, dovrebbe entrare in funzione entro un mese: la data di rilascio potrebbe essere quella del 18 maggio. La norma che regolamenta il funzionamento del sistema ha avuto via libera del Garante della privacy, che ha riconosciuto la conformità del sistema al regolamento europeo.

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