C’è chi vorrebbe farne la sede di un centro incontri per anziani e chi pensa di ospitarvi le terme o una casa del quartiere, oppure di restituirlo alla sua funzione originaria di “presidio benefico di salute e igiene”. Il problema, per gli ex Bagni Municipali di Cuneo, resta sempre lo stesso: i soldi.
La questione è riemersa nell’ultimo Consiglio comunale di dicembre a seguito di un’interpellanza di Paolo Armellini (Indipendenti), a tre anni di distanza da un’analoga iniziativa di Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia). All’epoca lo stabile di via Vittorio Amedeo, edificato nel 1923 secondo i dettami dell’art decò, era ancora in attesa di un possibile finanziamento regionale tramite la seconda tranche del bando Rigenerazione urbana. Quell’ipotesi però è sfumata, spiega l’assessore al Patrimonio Alessandro Spedale: “Il problema che si è sempre riscontrato è quello del recupero: un conto è la concessione di un bene già pronto, un altro avere un immobile che ha bisogno di una ristrutturazione pesante. Soprattutto, non dobbiamo dimenticarci che è un immobile vincolato”. In ogni caso, chiarisce Spedale, “l’attenzione c’è e vuole portarci a vedere se ci sia la possibilità di attingere a finanziamenti che permettano il recupero di questo immobile”.
Se le casse languono, le idee in compenso abbondano. Per il futuro di quello che Camillo Fresia, il cronista di Cuneo, definì “il bel palazzotto”, Armellini pensa a uno spazio dedicato alla terza età: “Questa struttura, opportunamente riqualificata, risponderebbe bene alle esigenze degli anziani come sede di un centro di incontro comunale”. Bongiovanni ricorda come “già 20 anni fa la Cassa Edile aveva avanzato l’ipotesi di rimettere in sesto la struttura per poterla utilizzare, per un determinato numero di anni, e poi restituirla all’amministrazione: ma non ne venne fuori nulla”. Anche l’interlocuzione con il Fai, ancora aperta al tempo della precedente interpellanza, non è sfociata in un percorso concreto.
“I bagni pubblici - ricorda Flavia Barbano (Centro per Cuneo) - sono già stati oggetto di studi negli anni passati sia da parte del Comune che degli allievi dell’istituto tecnico per geometri, per quanto riguarda un uso destinato ai giovani”. L’ipotesi del centro anziani invece non piace alla consigliera per più motivi: “Uno di natura tecnica, l’edificio si trova su tre piani e ha stanzette piccole con molti tramezzi di pregio. Ogni intervento verrebbe vagliato dalla Soprintendenza”. E poi, aggiunge Barbano, “gli anziani negli anni sono cambiati, non vanno magari a rinchiudersi in questi posti: i futuri anziani saremo noi sessantenni e non penso useremo queste strutture”. Un’idea alternativa? C’è: “Sono dell’idea di valutare più proposte che possano attirare le persone in città, come le terme. A Torino hanno recuperato vecchi edifici creando impianti molto utilizzati”.
“Le terme hanno bisogno di spazi, quell’edificio è troppo piccolo e non si potrà costruire” obietta Franco Civallero (Forza Italia), avanzando a sua volta un ulteriore suggerimento: “Sarebbe invece la posizione ideale per la sala del commiato, con un cortile in grado di ospitare le macchine e anche le auto funebri”. Tutto è possibile. Ma, almeno per ora, nulla ha speranza di essere finanziato.