Riceviamo e pubblichiamo.
Dopo il Consiglio Comunale straordinario dedicato alla questione nuovo Ospedale Santa Croce Carle e dopo l'assegnazione delle linee di indirizzo per la sua progettazione molte nostre domande rivolte all’assessore Riboldi e all’ex direttore generale Tranchida sono rimaste senza risposta. Intendiamo rilanciarle insieme ad alcune considerazioni che ci paiono fondamentali per uscire in modo chiaro da una situazione alquanto ingarbugliata.
Innanzitutto avremmo trovato necessario che si spiegasse ai cittadini, cifre e dati alla mano, come e perché non sia stato possibile realizzare il nuovo ospedale nella sede di Cuneo, come richiesto e motivato a suo tempo, in termini di risparmio economico e minore impatto ambientale (mobilità, consumo di suolo, necessità di realizzazione nuova viabilità). É di tutta evidenza che lo spostamento della sede fuori Cuneo sia ancora considerata da molti cittadini come un peggioramento in accessibilità ed una perdita socio-economica, non spiegare le motivazioni di una tale operazione, è stato un grave errore.
Allo stesso modo andrebbe giustificata la scelta di non finanziare la costruzione del nuovo Santa Croce con le risorse pari a 500 milioni di euro accantonate in regione sull’edilizia sanitaria ex articolo 20 L. 67/1988 visto che permetterebbero di velocizzare di molto i tempi partendo con la costruzione subito dopo la progettazione e successivamente di non pagando nessun canone. Ad oggi, resta un mistero la questione dell’acquisizione dei terreni necessari a costruire in area Carle: troviamo bislacca la posizione del dottor Tranchida che ritiene di affrontare l’argomento dopo la progettazione. Notoriamente quando ci si rivolge ad un progettista è opportuno mettere a disposizione una superficie definita per elaborare in modo ottimale un’opera di tale importanza.
Sempre sull’area Carle non è stato spiegato come verranno gestiti i posti letto attuali una volta che il vecchio Carle sarà demolito: saranno spostati al Santa Croce o dove? Nel consiglio straordinario era lecito aspettarsi che fossero rese note le indicazioni date ai progettisti del nuovo ospedale, ma non sono state comunicate. Ci aspettavamo di sentire come in queste indicazioni fosse inserita anche la sistemazione futura e definitiva dell’attuale area del Santa Croce. Si dovrebbe pensare infatti a inserire nei costi del nuovo ospedale la demolizione di almeno una parte di esso, generando così un suo futuro utilizzo più fruibile e creando intorno ad esso aree verdi e i parcheggi necessari.
Attendiamo le risposte che mancano.
Claudio Bongiovanni
Consigliere comunale Cuneo Mia