CUNEO - Nuovo ospedale di Cuneo, entro il 2028 il progetto di fattibilità. I lavori? Si vedrà

“Basta cronoprogrammi a vuoto” avverte la sindaca, chiedendo rassicurazioni sui fondi Inail. Tranchida ai saluti: “Il bando di gara è un punto di non ritorno”

Andrea Cascioli 03/03/2026 07:01

Bene, dove eravamo rimasti? Al 2033, la data presunta di conclusione dei lavori per il nuovo ospedale di Cuneo che l’allora direttore generale Livio Tranchida aveva indicato al presidente della Regione Alberto Cirio. Succedeva però undici mesi fa, prima del ricorso della Inc contro la bocciatura del partenariato: respinto dal Tar, riproposto al Consiglio di Stato, in attesa di giudizio tuttora. L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi arriva in municipio con un altro cronoprogramma - l’ennesimo - che rispetto ai precedenti ha una caratteristica: non c’è il fine lavori. C’è una data per la pubblicazione del bando di gara sulla progettazione ed è questo mese (dopo che il Consiglio di Stato si sarà pronunciato sulla richiesta di sospensiva). Ce n’è una per l’affidamento del progetto di fattibilità tecnico economica (Pfte) al finanziatore Inail, ed è novembre 2028. In mezzo le scadenze relative alla gara per il progetto, all’aggiudicazione, alla conferenza dei servizi. Una fase destinata a durare due anni e mezzo, se va bene. Quello che verrà dopo, al momento, non si sa. Il finanziamento Inail? “Non sarà una lotteria” La sindaca Patrizia Manassero è la prima a mettere sul tavolo tre questioni: una, quella della governance, si è chiusa con l’arrivo di Franco Ripa alla direzione generale del Santa Croce e Carle. Restano le altre due: il potenziamento della medicina del territorio (su cui, dice, “abbiamo attese forti”) e appunto l’iter dell’ospedale unico. “Purtroppo abbiamo già assistito a una serie di cronoprogrammi, di impegni e di date disattese” ricorda Manassero: “Dopo tanti, troppi cronoprogrammi vorremmo conoscere i prossimi passi in modo da poterli monitorare”. Lo sguardo si allarga ai finanziamenti: “Ci sono stati assicurati i 20 milioni per la progettazione, la prima fase che dovrà partire. Resta il tema delle risorse stanziate per l’antisismica e soprattutto il finanziamento Inail. L’Inail non è un pozzo senza fondo. Molti hanno l’ambizione di finanziare il proprio ospedale con queste risorse e vorremmo capire quale sia la nostra posizione”. “Non c’è una lotteria, abbiamo firmato un contratto che impegna Inail” rassicura sul punto Riboldi: “Gli ospedali coinvolti sono messi nero su bianco tra l’amministrazione centrale dell’ente e il nostro governo regionale”. Proprio nella giornata odierna l’assessore è atteso dal presidente dell’Inail: “Voglio sfatare un mito, quando si dice che l’Inail non ha mai costruito ospedali non è assolutamente vero. Il Cto è stato costruito da Inail nel capoluogo di regione”. Seguire questa via, aggiunge, “permette di avere un tasso d’interesse calmierato rispetto al partenariato e di rimanere in ambito pubblico”. “Il cronoprogramma non è un libro dei sogni - continua Riboldi - ma un percorso che ci porterà a realizzare il nuovo ospedale, non solo per la città ma per tutta la provincia e il quadrante, con un fine unico: l’elevazione delle classi sociali meno abbienti e riportare al centro del dibattito sanitario quell’8% di cittadini che oggi non possono permettersi la sanità privata e non riescono ad accedere alla pubblica”. Primo dossier per Ripa: la grana delle liste d'attesa L’ospite più atteso è il neodirettore, il cebano Franco Ripa, che scende dai piani alti del grattacielo della Regione - dov’era finora vicedirettore vicario della sanità - e approda al Santa Croce. Non un rincalzo ma “una figura di assoluta primazia nella sanità regionale”: “Separarsi di una figura del livello di Ripa - dice il “sindaco della sanità” - per noi è un sacrificio importante: siamo convinti che l’Aso e questo territorio meritino una figura di primo livello”. Un ringraziamento doveroso va all’uscente Tranchida: “Livio ha saputo portare questo ospedale all’onore delle cronache nazionali, conquistando l’assoluta primazia”. Il direttore subentrante si è già accomodato in plancia di comando: “Dalle nove del mattino abbiamo fatto una full immersion su liste di attesa e modalità di gestione dell’ospedale: alcuni indicatori sono già molto evoluti”. Si è pensato, insieme al direttore amministrativo Gabriele Giarola e al direttore sanitario facente funzioni Giuseppe Lauria, a “progettazioni specifiche sull’ambito delle liste d’attesa”. “La macchina organizzativa ha rispettato i tempi” Tocca all’ormai ex commissario dell’Aso Livio Tranchida il compito di illustrare l’ultimo cronoprogramma, a partire dal bando di gara per la progettazione: “Le risorse ammontano a poco più di 20 milioni e 500mila euro. Questo è un punto di non ritorno”. Il bando sarebbe dovuto uscire il 9 marzo, si è scelto di farlo slittare per avere una risposta dai giudici del Consiglio di Stato sulla sospensiva: questione di bon ton istituzionale. Si parla comunque di un’attesa di pochi giorni. Nel frattempo, si è andati avanti lo stesso con la programmazione: “Abbiamo predisposto il documento di indirizzo di progettazione (Dip), partendo da ciò di cui l’ospedale ha bisogno e da ciò che offre oggi. È chiaro che la stazione appaltante rimarrà l’Aso Santa Croce e Carle, ma vista l’importanza del progetto abbiamo deciso di farci supportare tecnicamente dall’agenzia regionale Scr”. “È un cronoprogramma attendibile e prudente” afferma, avvertendo che il dimensionamento e di conseguenza la quantità di espropri “dipenderà moltissimo dal tipo di progetto che viene presentato”: “Presentiamo un quadro esigenziale ma le modalità di progettazione sono molto cambiate, anche in relazione all’area che in questo caso, a differenza di altri, è di proprietà dell’ente”. Tranchida mette i punti sulle i a proposito dei ritardi fin qui accumulati: “Il cronoprogramma da me presentato prevedeva di arrivare entro maggio 2024 alla richiesta di parere alla Regione e lo si è fatto: poi il parere e il ricorso ci hanno portati fino a gennaio 2026, ma la macchina organizzativa ha sempre rispettato la tempistica”. Un ringraziamento, nell’accomiatarsi da Cuneo, va alla comunità professionale del Santa Croce e Carle: “Specialmente gli ultimi sei mesi sono stati molto difficili, perché mi sono dovuto dividere tra due aziende”.