Riceviamo e pubblichiamo: Dopo che il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla “Inc S.p.A.” per ottenere il risarcimento danni dalla Regione Piemonte per il mancato utilizzo del PPP, nei giorni scorsi sono apparse sui media le stesse dichiarazioni da parte dello stesso assessore Icardi e degli stessi personaggi che fin dal 2023 hanno decantato il PPP come la soluzione più economica e veloce per avere il nuovo ospedale di Cuneo, come possono essere credibili. Sembra di essere tornati indietro di quattro anni come se nulla fosse accaduto con la sindaca che apre fiduciosamente ad un futuro roseo per il nuovo ed anche per l’attuale ospedale. Non leggiamo nessuna valutazione su come e perché di ospedale nuovo per Cuneo non si parlerà più per un po’, su come e perché l’attuale ospedale è pericolosamente privo di una direzione che governi un’operatività all’altezza delle esigenze sanitarie della gente eliminando l'incertezza di una mancata programmazione. Non fare valutazioni, non trarre conseguenze da ciò che fin qua è avvenuto, non correggere atteggiamenti sbagliati, scelte contradditorie è una pericolosa premessa per ritrovarci allo stesso punto di partenza. Siamo stati eletti in questa legislatura iniziata nel 2022, come gruppo consiliare Cuneo MIA e possiamo fare testimonianza da quel momento. Quattro anni fa il nuovo ospedale di Cuneo si sarebbe dovuto costruire con fondi Inail ed avrebbe avuto la precedenza su una lunga serie di ospedali di nuova costruzione. Così dichiarava l’assessore Icardi a seguito di una delibera regionale del gennaio 2022. Dunque subito un progetto, subito le valutazioni economiche finanziarie da parte dell’Inail, l'acquisto dell’area e velocemente la gara d'appalto per realizzare l'opera. Tutto chiaro nel percorso Inail, ma non per la Regione che nel febbraio 2023 cambia parere, perché trova il PPP più veloce e conveniente. Che così non fosse lo avevamo denunciato subito, pochi giorni dopo in consiglio comunale, l’allora direttrice dell’ospedale aveva capito l’insostenibilità del PPP, siamo sicuri che lo avesse capito anche chi la sostituì, il nuovo dg Tranchida che dopo aver decantato l'utilità del PPP per un anno e mezzo cambiò parere con l'arrivo dell'assessore Riboldi scegliendo di farlo dichiarare da un costoso advisor. Inoltre che il PPP non fosse conveniente, abbiamo visto ultimamente, era anche nella memoria difensiva dell’avvocato Barosio in sede Tar (giunti alla stessa ns conclusione dopo quasi tre anni, noi lo avevamo fatto gratuitamente in meno di 15 giorni). Ora che si è vinto il ricorso al Tar e che l’iter giudiziario potrebbe non essere finito, ora che sono passati quattro anni, ora che tutto è da ricominciare e che, nel migliore dei casi, l’ospedale di Cuneo sarà in coda nelle valutazioni dell’Inail, ora che dopo quattro anni i costi per costruirlo sono aumentati di almeno un centinaio di milioni, ora non c’è da esprimere nessuna benché minima soddisfazione o fiduciosa attesa, ma c’è da chiedersi se chi guida la sanità piemontese sia completamente incapace, se abbia agito per favorire altri ospedali del territorio o se siano entrati nella vicenda altri interessi di cui non ne siamo a conoscenza e che non vogliamo neppure insinuare o prendere in considerazione. Abbiamo stigmatizzato nel corso di questi anni l’atteggiamento attendista della nostra amministrazione e anche alzato la voce sul silenzio del gruppo di riferimento della sindaca, sempre intervenuto nella questione ospedale senza sentirsi protagonista, ma semplice comprimario rispetto a chi in questa maggioranza ha sostenuto Cirio alle regionali e che ha dettato la linea da seguire. Si è giocato di rimessa, nascondendosi dietro le norme e le competenze senza esporsi con decisione su una propria visione della sanità, ma ripetendo come un disco rotto solo e semplicemente che un nuovo ospedale era necessario. Non si è messa sul piatto la sanità territoriale, l’unica che possa dare un appoggio alla struttura ospedaliera, si è finto di credere (speriamo finto perché sarebbe veramente grave si fosse creduto davvero) che il direttore Tranchida non fosse legato ai giochi politici ed economici della regione e non si è messa sul piatto la sanità territoriale, che altrove partiva, come l’unica realtà in grado di dare una mano alla struttura ospedaliera. L’elenco degli errori fatti da questa amministrazione a due teste incompatibili in partenza e tenute insieme dal desiderio di esserci, sarebbe lungo se si dovesse partire dall’origine stessa della questione ospedale nuovo, e risulta del tutto inutile uscire, da parte loro, con comunicati che riprendono con estremo ritardo quello che tante volte avevamo detto rispetto all’agire regionale. Escono ora dichiarazioni che sostengono la perdita di tempo dovuta alla scelta del PPP: perché non dirlo già a partire dal febbraio 2023 quando l'abbiamo detto noi, invece di sostenere sommessamente che sarebbe stato meglio il finanziamento pubblico e proseguire sulla strada con il PPP pur di avere l’ospedale nuovo. Anche il nostro gruppo ha sempre voluto l'ospedale nuovo con tutte le proprie forze e proprio per questo ha cercato invano e inascoltato la via più breve per realizzarlo. Nell'attuale Santa Croce e Carle, nonostante il direttore generale avesse promesso di non lasciare Cuneo, dall’agosto scorso è il nuovo direttore generale della Città della salute di Torino. Attualmente gestisce come commissario la direzione generale del nostro ospedale, per cui ne consegue una mancata linea programmatica definita, proprio in concomitanza di redigere a breve “l'atto aziendale” per delineare la struttura ospedaliera. Questo nostro ospedale continua ad andare avanti grazie alla professionalità e l’abnegazione del personale medico, infermieristico e amministrativo che si spende anche oltre le proprie possibilità lavorative e umane, ma non sappiamo quanto potrà durare questa condizione di lavoro così pesante da sostenere. Ad oggi idee ben confuse e tempi lunghissimi, per una volta tanto speriamo di sbagliarci. Cuneo Mia