CUNEO - Nuovo ospedale di Cuneo: ''Prima di decidere consultare i cittadini''

Ci scrive la dottoressa Gemma Macagno. ''L'attuale collocazione permette di utilizzare la ferrovia, un vantaggio non da poco''

Gemma Macagno

Redazione 25/01/2021 11:14

Riceviamo e pubblichiamo. 
 
Egregio Direttore,
il grande contributo al dibattito sulla scelta per la collocazione del futuro ospedale di Cuneo fa piacere ed esprime la voglia dei cittadini di partecipare alla vita politica. Tutte quante le lettere evidenziano la necessità di discutere l’argomento ed approfondirlo con la disamina dei vari aspetti complessi, non solo di tipo urbanistico ma anche logistico, sanitario, sociale, economico. Occorre analizzare l’intersecarsi di equilibri e di interessi che implica la necessità che partecipino alla scelta anche le varie categorie, dai lavoratori alla popolazione che vi ha il riferimento per i servizi per la salute, tenendo conto anche dell’indotto, in particolare ricettivo e culturale.
 
Sarebbe interessante sapere quali sono le competenze ed i fondamenti scientifici che sottendono le conclusioni che il Consiglio Comunale è chiamato a valutare. 
Sarebbe opportuno effettuare preliminarmente la raccolta di informazioni circa questi punti:
 
In città vi sono alcune strutture ospedaliere o al servizio dell’Ospedale, quali Villa Santa Croce, sedi amministrative in Corso Brunet ed in via monte Zovetto, magazzini e capannoni utilizzati per archivi e per il comparto della manutenzione. Ed anche strutture in cui sono dislocate le scuole per le professioni paramediche, e locali necessari per convegni e momenti di incontro formativo e di scambio tra sanità e popolazione. Ci sono doppioni e sovrapposizioni di servizi tra territorio ed ospedale che meritano una valutazione, per evitare dispersione di risorse e confusioni. Ne è stata condotta  un’analisi e quali sono le conclusioni operative?
 
Inoltre è cambiata ed è in cambiamento l’attenzione e la cultura della salute, e di conseguenza anche il rapporto socio-culturale, come la consapevolezza dei diritti e ci auguriamo anche dei doveri.
 
Quante persone lavorano in Ospedale, con quali orari e con quali mezzi di trasporto vi giungono e con quali tempi di percorrenza? 
 
L’ adeguatezza della viabilità è da considerare non solo in funzione dei lavoratori, ma soprattutto di chi ha necessità di assistenza e cura. Quali sono i tempi necessari per raggiungere l’Ospedale? Siamo certi che i tempi di spostamento maggiori non inficino la qualità delle cure urgenti? Per chi vive in città o nei Comuni vicini è vantaggiosa la sua localizzazione, tenendo conto che l’età della cittadinanza tende ad essere sempre più elevata. La pandemia ci ha indotti a riflettere sulla necessità di distanziamento e cautele per evitare che si sommino morti ad altri morti: perché non pensiamo al vantaggio di aver due strutture ospedaliere di cui una dedicata prevalentemente a chi è colpito da patologie contagiose?
 
Il documento su cui si basa il testo sottoposto all’approvazione del Consiglio è del 2018,- ante Covid- quindi obsoleto già oggi: non può essere basata su di esso una decisione così rilevante.
 
Molti cittadini ed Associazioni hanno portato  altre considerazioni, in merito alla necessità di una visione più congrua ad una consapevolezza ecologica migliore, che sappia tener conto dei cambiamenti climatici, della necessità di evitare inutili cementificazioni e della “lezione” che la pandemia ci ha imposto. Forse sarebbe il caso di imparare e cambiare anche noi.
 
E qualche riflessione andrà pur fatta per non ripetere errori di recenti/nuove strutture analoghe, nella nostra stessa Provincia
 
Già nel 2000, la lista civica “Donne per la Città- Città per le Donne” aveva proposto il collegamento tra Carle e Santa Croce con cabinovia o simili: avrebbe consentito e consentirebbe l’utilizzo migliore delle due strutture, evitando spreco di tempo ed intasamenti di traffico, con conseguenti rischi e danni. Sarebbe il caso di riprendere in mano la proposta, anche perché vogliamo immaginare l’aumento di flusso viario e la congestione della viabilità se davvero si spostasse l’ospedale oltre Stura?
 
Va considerato poi che la collocazione attuale permette di utilizzare la ferrovia, che serve i Comuni della valle Vermenagna e la pianura. Non è un vantaggio da poco, che non è il caso di sottovalutare, né sprecare. Ritengo che sia opportuno non dare per “la migliore delle proposte” quella del Carle, senza aver svolto una consultazione che coinvolga i cittadini di Cuneo e dei Comuni che sull’Ospedale gravitano.
 
Sperando di offrire un contributo utile, invio queste riflessioni
Dottoressa Gemma Macagno
 

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