CUNEO - 'OPS Intesa-UBI, quali ripercussioni per il nostro territorio?'

La Lega della provincia di Cuneo chiede di ricevere informazioni e approfondimenti sull'operazione direttamente dagli attori coinvolti

a.d. 11/07/2020 13:32

Ottenere informazioni approfondite relativamente all’OPS lanciata da Intesa San Paolo su UBI Banca direttamente dagli “attori” coinvolti. Con questo obiettivo la Lega della provincia di Cuneo ha organizzato stamattina, sabato 11 luglio, una conferenza stampa che si è svolta nel capoluogo in Sala San Giovanni. Il tema, come detto, è quello dell’offerta pubblica di scambio lanciata lo scorso 17 febbraio, partita ufficialmente lo scorso 6 luglio e che scadrà il prossimo 18 luglio. Un’operazione che vede coinvolta da vicino la Granda, con la Fondazione CRC che detiene il 5,9% delle azioni di UBI Banca.
 
Ad introdurre la conferenza stampa è stato Simone Mauro, segretario cittadino della Lega, che ha delineato i contorni dell’operazione e del contesto economico in cui si inserisce: “Le stime parlano di un -18% per la produzione industriale della nostra provincia nel secondo trimestre del 2020, Bankitalia evidenzia un rischio di illiquidità per molte aziende piemontesi. Per questo è molto importante capire quali potrebbero essere le ripercussioni concrete sul territorio se questa operazione andasse in porto”. In base a questa offerta Intesa San Paolo corrisponderà 17 nuove azioni ordinarie di nuova emissione per ogni 10 azioni di UBI portate in adesione, per un rapporto di concambio pari a 1,70. Superando un soglia del 50% degli scambi Intesa assumerebbe il controllo di UBI, oltre il 66% si arriverebbe invece ad una fusione. 
 
Alla conferenza stampa, condotta dal giornalista Mario Piccioni, erano presenti i maggiori esponenti provinciali della Lega, a partire dal senatore Giorgio Bergesio e dal deputato (e sindaco di Genola) Flavio Gastaldi, fino al consigliere regionale Paolo Demarchi, al sindaco di Fossano Dario Tallone e a diversi consiglieri comunali. 
 
Ci siamo confrontati molto su questo tema in queste ultime settimane. - ha detto Gastaldi - In questo momento il tema economico assume un’importanza fondamentale. C’è un crescente sentimento di rabbia nelle nostre famiglie, che non hanno ricevuto strumenti per affrontare una pandemia. Una rabbia sociale contenuta in parte grazie al lavoro degli amministratori locali, di certo non grazie a quello del Governo, che però potrebbe esplodere a settembre: non lo diciamo noi, ma gli analisti del settore. C’è quindi la necessità di avere un confronto con il territorio e con gli attori di questa vicenda: quali saranno le ripercussioni se l’operazione andrà in porto? Quali saranno le erogazioni? Chiediamo di essere ascoltati”.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del senatore Bergesio: “Abbiamo cercato di valutare quel che sta accadendo tramite la stampa nazionale e locale, ma ora abbiamo deciso di chiedere con umiltà un confronto su questo tema per avere informazioni direttamente da chi è coinvolto in questa operazione, per capire quali saranno le ripercussioni sia nel caso in cui andrà in porto sia in caso contrario. Si parla di impieghi di 10 miliardi di euro da parte di Intesa San Paolo, di direzioni potenziate (anche a Cuneo). Si parla di 2500 nuove assunzioni a fronte di 5 mila uscite volontarie, di mantenimento della forza lavoro nelle direzioni potenziate. L’OPS riguarda da vicino il nostro territorio, la Fondazione CRC rappresenta il 5,9% delle azioni UBI, per oltre 250 milioni di euro. Cosa succederà a questo valore se l’operazione non andrà in porto? I territori ci chiedono risposte, ma non possiamo darne se non veniamo coinvolti. Abbiamo grande fiducia in Genta e negli amministratori della Fondazione e siamo pronti a dare il nostro contributo. Chiediamo di avere informazioni dagli attori coinvolti con trasparenza”.
 
Anche Bergesio ha sottolineato il delicato momento, dal punto di vista economico, che la provincia attraversa dopo i duri mesi di lockdown: “In provincia di Cuneo ci sono 10 mila percettori di reddito di cittadinanza e migliaia di cassintegrati, le misure messe in campo dal Governo non bastano. Avere risorse a livello bancario e creditizio sarebbe quindi importante. Davanti a noi c’è un anno importantissimo per la ripresa: secondo l’Istat un’attività su tre sarà a rischio chiusura in autunno, con 800 mila posti di lavoro a rischio”.
 

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