CUNEO - "È ora di rilanciare l'introduzione di un salario minimo orario"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della federazione di Cuneo di Rifondazione Comunista

03/02/2022 17:08

Riceviamo e pubblichiamo.
 
Con un'inflazione al 4,8% lavoratrici e lavoratori vedono decurtati gli stipendi che sono già tra i più bassi d’Europa. È ora di reintrodurre la scala mobile per fare fronte al carovita e difendere il potere d'acquisto delle classi popolari. È indispensabile un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale, una nuova scala mobile che tuteli anche il lavoro precario.
 
Dal 1945 al 1992 in Italia c'era la scala mobile, un meccanismo di adeguamento di salari e pensioni al costo della vita. Fu introdotta dopo la Liberazione grazie alla forza che avevano le sinistre e la Cgil guidata da Giuseppe Di Vittorio. La scala mobile divenne bersaglio del primo taglio nel 1984 da parte del governo Craxi con l'accordo di Cisl e Uil. Contro questo provvedimento il PCI di Enrico Berlinguer propose un referendum abrogativo, che fu sconfitto nel 1985.
 
La scala mobile fu definitivamente abolita con la firma del protocollo triangolare di intesa tra il Governo Amato I e le parti sociali avvenuta il 31 luglio 1992. Anche per questo l'Italia è diventata l'unico paese europeo in cui il monte salari complessivo è diminuito dal 1990.
 
Rifondazione Comunista ha sempre proposto la reintroduzione della scala mobile e nel 2006 raccogliemmo le firme per una legge di iniziativa popolare che prevedeva di tutelare anche il lavoro precario. È ora di rilanciare questa rivendicazione insieme all'introduzione di un salario minimo orario legale di 10 euro e alla cancellazione delle leggi che hanno precarizzato il lavoro.
 
Rifondazione Comunista – Federazione di Cuneo
 

c.s.

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