CUNEO - Passa la legge contro la violenza di genere: via libera all’arresto in flagranza differita

Stretta nelle misure cautelari, ci sarà anche il braccialetto elettronico. Bergesio (Lega): “Un passo avanti, ma serve una svolta nell’educazione”

in foto: Giulia Cecchettin, vittima dell'omicidio commesso dall'ex fidanzato

Redazione 22/11/2023 18:40

“Un passo avanti concreto e importante nella lotta alla violenza di genere. Ma non è sufficiente: le norme vanno affiancate da una rivoluzione culturale e da una svolta nell’educazione, perché nonostante l’opera di sensibilizzazione portata avanti da associazioni, istituzioni e media, il dramma della violenza sulle donne è ormai radicato e non accenna ad arrestarsi, tanto che quest’anno in Italia fa registrare oltre 100 vittime”. Lo afferma il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, al termine della seduta durante la quale il Senato ha dato il via libera definitivo, e all’unanimità (con 157 favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto), al nuovo ddl contro la violenza di genere, che ha già passato l’esame della Camera e che ora quindi è legge.
 
“Nel disegno di legge sono state inserite, ed entrano perciò in vigore, misure più stringenti in ambito penale e processuale, che potenziano il Codice rosso del 2019. E non solo”, prosegue il senatore cuneese: “Anche alla luce degli ultimi tragici avvenimenti, - dice Bergesio - maggioranza ed opposizione hanno trovato in questo caso un terreno comune per far fare un passo avanti al Paese sulla prevenzione della violenza di genere”.
 
Il provvedimento include diciannove articoli, con varie misure soprattutto in ambito penale e processuale: potenziamento delle misure di prevenzione, più rapidità nella fase cautelare delle indagini, arresto in “flagranza differita” entro 48 se ci sono prove video-fotografiche o messaggi che dimostrano la violenza, ammonimento del questore in caso di reati spia, braccialetto elettronico, divieto di avvicinarsi entro 500 metri ai luoghi frequentati dalla donna. Vengono inoltre messe più risorse sulla formazione del personale che si occupa di casi di violenza sulle donne, da quello sanitario alle forze di polizia, fino alla magistratura.
 
“Non è sufficiente celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne per scongiurare un fenomeno che, pur in un’epoca civilizzata come la nostra, ha raggiunto ormai dimensioni barbariche. L’indignazione è importante ma non sufficiente: è infatti necessario lavorare concretamente tutti insieme come accaduto in questa occasione, soprattutto per la prevenzione. Il Governo ha imboccato la strada giusta, perchè nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola nella sua battaglia contro la violenza, e la solidarietà non deve conoscere confini: ognuno di noi può e deve contribuire perché, citando le parole di Kofi Annan, ex Segretario generale delle Nazioni Unite: "La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani”, conclude il parlamentare leghista.

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