Riceviamo e pubblichiamo.
La morte atroce di quattro braccianti, arsi vivi in un’auto, impone rispetto, cordoglio e silenzio per le vittime. Ma impone anche verità. Per questo non possiamo limitarci, ancora una volta, alle dichiarazioni di circostanza e all’ennesimo richiamo alla necessità di aumentare i controlli.
Da anni, dopo ogni tragedia legata al caporalato e allo sfruttamento del lavoro agricolo, assistiamo allo stesso copione: indignazione, cordoglio, richieste di più controlli e promesse di maggiore attenzione. Tutto giusto, ma evidentemente non sufficiente. Se il fenomeno
continua a prosperare significa che il problema è più profondo e riguarda l’organizzazione stessa del mercato del lavoro. Servono nuove politiche e nuovi strumenti per l’incontro tra domanda e offerta di impieghi, maggiore presenza pubblica nell’intermediazione, sistemi trasparenti di reclutamento della manodopera, alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali e filiere che riconoscano il giusto valore al lavoro.
Pensare che bastino i controlli significa ignorare le cause strutturali che alimentano sfruttamento e illegalità. Di fronte a quattro persone morte in modo così terribile, continuare a ripetere le stesse formule senza cambiare davvero le regole rischia di trasformare il cordoglio in ipocrisia. Per questo lavoriamo da mesi ad una presa di posizione del Consiglio regionale che speriamo venga condivisa da tutte le forze politiche. Lo dobbiamo alle vittime, ai lavoratori e alle tante imprese agricole che operano nel rispetto della legge.
Mauro Calderoni
Consigliere regionale del Partito Democratico – Piemonte