CUNEO - Per favore, togliete quei manifesti

Affissi in città dei cartelli di una chiesa protestante riportanti un messaggio molto pericoloso. Strategia o cos'altro?

Samuele Mattio 16/12/2017 14:07

Se non fosse il manifesto di un'istituzione religiosa verrebbe quasi da pensare a una provocazione o quantomeno a uno scherzo. Ma non è detto non sia qualcosa di simile e vedremo il perché. Stiamo parlando di un cartello affisso per le vie di Cuneo sul quale è ritratta una donna su sfondo nero, recitante la scritta 'Avevo un tumore, Dio mi ha guarita'. La campagna pubblicitaria invita a recarsi presso il Ministero Sabaoth, una chiesa protestante che da poco si è insediata nel capoluogo in via Alba, 22. 
Senza entrare nell'atavico dibattito sulla fede, possiamo comunque affermare che il manifesto in questione è tremendamente pericoloso e non crediamo neppure sia il caso di spiegare il perché. Resta da capire che cosa possa aver spinto questa istituzione religiosa a voler trasmettere un messaggio del genere. Cerchiamo di comprendere qualcosa in più.
"Il Ministero Sabaoth è una chiesa protestante pentecostale la cui visione è di cambiare la storia religiosa d’Italia e non solo, ritornando ad avere una fede viva, come quella dei primi cristiani - Si legge sul sito internet della corrente religiosa, ma poi continua - Il Ministero Sabaoth crede che il risveglio sarà possibile solo entrando nel tessuto della società per predicare il Vangelo. La chiesa usa la musica, la danza, l’arte visiva, il cinema, il teatro e tanto altro per portare questo messaggio, e punta su una comunicazione eccellente basata sulla predicazione di un Dio vivo che trasforma le vite quotidianamente e desidera avere un rapporto personale e profondo con ognuno di noi". 
'Comunicazione eccellente'. Alla faccia! Oppure è il contrario? Se fosse stato proprio questo il fine del Ministero, ovverosia far parlare di sé? In ossequi al più abusato dettame della comunicazione di wildiana memoria "Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. Speriamo sia così, altrimenti sarebbe molto più grave. In ogni caso ci appelliamo ai responsabili perché rimuovano al più presto quei manifesti che diffondono un messaggio molto pericoloso. Speriamo ci ascoltino. 
 

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