CUNEO - 'Per le RSA la normalità è ancora lontana': Mino Taricco interroga il ministro Speranza

Il senatore cuneese del Partito Democratico: 'Vanno definite linee guida univoche per riaprire opportunità di incontro e contatto umano'

Redazione 25/09/2020 11:32

Nonostante il decorso non ancora tranquillizzante dell’emergenza Covid-19 per molti ambiti delle nostre vite si è in questi mesi trovato un punto di equilibrio tra necessità di sicurezza e di tutela della salute e quella di una vita che recuperi gradualmente i canoni di una qualche normalità, ma per quanto concerne le RSA la situazione è ancora quanto mai bloccata e purtroppo molto differenziata tra Regione e Regione”. Lo scrive in un comunicato stampa il senatore cuneese Mino Taricco, che sollecita il Ministro della Salute Roberto Speranza affinché siano definite il prima possibile linee guida univoche, in accordo con Regioni e Province autonome, modalità e mezzi per riaprire opportunità di incontro, contatto umano e socializzazione tra ospiti delle strutture sanitarie assistenziali ed i loro cari.
 
Con il DPCM del 7 Agosto scorso, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha definito le misure per l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitando ai soli casi indicati dalla Direzione Sanitaria della struttura e sotto la responsabilità della stessa, e ha poi con nuovo DPCM prorogato tale disposizione fino alla data del 7 ottobre
 
Aggiunge il senatore del Partito Democratico: “Soprattutto per le situazioni più compromesse e di maggiore fragilità anche emotiva, vedere i propri parenti dietro il plexiglass o attraverso il tablet, risulta chiaramente straziante per gli ospiti di tali residenze, e lo stesso parlare a distanza – magari causa udito compromesso – non è una modalità facilmente attuabile o percorribile, così come l’assenza di scambio di una carezza o di un abbraccio da parte dei propri cari genera sofferenze e conseguenze sulla qualità della vita e anche sulla complessiva salute. In tutto il Piemonte sono possibili, per esempio, solo visite su appuntamento in sale dedicate, e solo previo tampone nei giorni precedenti con esito negativo, ma ogni Regione sostanzialmente ha individuato un suo percorso e la situazione nella sua totalità risulta ben lontana da una parvenza di normalità. Abbiamo così deciso di sollecitare il Ministro della Salute alla necessità immediata di linee guida univoche per definire puntualmente modalità e mezzi per riaprire gli spazi di incontro, contatto umano e socializzazione tra ospiti delle strutture sanitarie assistenziali ed i loro cari, anche per garantire al meglio il benessere generale dei nostri anziani, nella consapevolezza della necessità di salvaguardare le misure di prevenzione, ma anche di una responsabilità che non può essere lasciata sulle spalle del solo direttore sanitario delle strutture. Le situazioni più fragili, ormai sotto stress da mesi, richiedono con forza indicazioni chiare per un graduale ritorno a possibilità di “cura” anche degli aspetti più emotivi e relazionali degli ospiti più deboli, ormai da troppo tempo di fatto in isolamento non volontario, e questo richiede tutto il nostro impegno con la massima sensibilità, nell’attesa del pieno recupero di una rinnovata normalità”.
 

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