CUNEO - Per otto piemontesi su dieci la sanità non sta migliorando

Secondo il rapporto “Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali” di CREA Sanità la percezione dei piemontesi è tra le peggiori del Nord Italia

Redazione 04/07/2026 07:00

In Piemonte solo il 12,6% dei cittadini ritiene che negli ultimi anni sia migliorata la situazione di pronto soccorso, 118 e attività ospedaliere non programmabili. Per i ricoveri programmati la quota sale al 14%, mentre arriva al 20,3% per le prestazioni ambulatoriali dedicate alla prevenzione, per poi scendere di nuovo al 17,2% per le visite e gli esami di routine. In altre parole, circa otto piemontesi su dieci non percepiscono alcun miglioramento nella sanità della propria regione. Non fanno eccezione la guardia medica e l’assistenza domiciliare, ambiti in cui la soddisfazione resta bassa. Tra i dati parzialmente positivi c’è quello relativo al reperimento dei farmaci, che secondo il 29,8% degli intervistati è diventato più semplice. Questi dati emergono dal nuovo rapporto “Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali”, realizzato da CREA Sanità, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità, e giunto alla sua XIV edizione. Secondo questo studio, i piemontesi hanno una percezione più critica della propria sanità rispetto alla media nazionale. Per pronto soccorso e attività non programmate, il 12,6% dei piemontesi che nota un miglioramento è ben inferiore al 18,6% registrato in media in Italia. Anche per i ricoveri programmati e per le prestazioni ambulatoriali di prevenzione le quote piemontesi restano sotto la media nazionale. Fa eccezione l’accesso ai farmaci, dove il dato è in linea con la media italiana. Il rapporto CREA evidenzia in particolare due aree deboli anche a livello nazionale: l’assistenza territoriale e la presa in carico delle persone non autosufficienti. Sono questi gli ambiti in cui si registrano i livelli di soddisfazione più bassi, insieme a una forte variabilità tra le diverse zone del Paese e a una quota ridotta di cittadini che segnalano miglioramenti concreti nei servizi. Guardando al confronto con le altre regioni italiane, la percezione di un cambiamento in positivo risulta comunque più diffusa nel resto del Paese rispetto al Piemonte. La quota complessiva di piemontesi che dichiara di aver notato un miglioramento nella sanità si ferma al 17,9%, un valore distante da quello del Veneto (22,7%), ma anche inferiore a quello di diverse regioni del Sud, come la Campania (19,2%), la Calabria (19,9%) e la Puglia (19,9%). Nel Nord Italia fanno peggio del Piemonte solo il Trentino Alto Adige (8,6%), il Friuli Venezia Giulia (16,8%) e l’Emilia Romagna (17,2%).