Riceviamo e pubblichiamo.
Le scriventi Associazioni già hanno interloquito in precedenza con codesto Segretariato, nell’intento di segnalare in primis (lettera 19/07/2024), la presenza sulla piazza oggetto dell’intervento di 10 esemplari notevoli di cedro dell’Atlante e richiederne la salvaguardia rispetto al progetto di abbattimento previsto nell’ambito della riqualificazione della piazza stessa. A tale segnalazione codesto Segretariato, non informato precedentemente dall’amministrazione circa la presenza dei cedri, (da questa qualificati e degradati alla stregua di “elementi fissi”) (sic!) – fatto che riteniamo grave - rispondeva con una richiesta di chiarimenti e valutazioni sullo stato di salute e stabilità degli alberi; a tale richiesta l’amministrazione rispondeva adducendo una serie di giustificazioni prive di fondamento (come poi contestato da nostri esperti) per l’eliminazione dei cedri, complice anche il mancante Regolamento del Verde, in assenza del quale non è applicabile una clausola di salvaguardia prevista dall’art. 15 delle N.d.A. del PRG recante la disciplina della “Tutela e sviluppo del verde urbano”. Per inciso le scriventi associazioni richiedono tale strumento fondamentale da ormai quasi vent’anni.
A seguito di tale risposta, nonostante le nostre contestazioni (lettera 28 agosto 2024) suffragate da relazione esperto in materia (relazione dott Guzzi fatta pervenire a codesto Segretariato), venivano accettate le giustificazioni del Comune e quindi dato il via libera alla riqualificazione della piazza e il sottinteso abbattimento dei cedri. Una nostra successiva lettera con richiesta chiarimenti (13 settembre 2024) non otteneva riscontro.
A fronte quindi della decisione da parte dell’Amministrazione comunale di procedere con il progetto, senza per nulla tenere in conto soluzioni alternative sensate di riqualificazione della piazza proposte dagli scriventi e dal Comitato a difesa dei cedri, si decideva di adire a vie legali contestando il progetto:
- dapprima in sede Tribunale di Cuneo, che dichiarava la non giurisdizione nel merito;
- a seguito di tale sentenza, in sede TAR Piemonte, con istanza di sospensione cautelare collegiale dell’efficacia della Delibera impugnata.
In prima istanza il TAR Piemonte rigettava la richiesta di sospensione con propria ordinanza cautelare, decisione avverso la quale veniva opposto ricorso in sede Consiglio di Stato.
Il giudizio del Consiglio di Stato ribaltava la decisione del TAR Piemonte accogliendo le istanze dei ricorrenti, con una ordinanza a nostro parere “illuminante” e di alto profilo quanto a motivazioni e ragioni a tutela dei cedri esistenti (ordinanza trasmessaVi con lettera 14/10/2025).
Da ultimo, come crediamo codesto Segretariato sia già al corrente, il TAR Piemonte ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il progetto che prevede anche l’abbattimento dei cedri. La sentenza “formale” del TAR regionale ignora del tutto lo sviluppo delle vicende legate al progetto e le vere valorialità, non entra minimamente nel merito delle importanti questioni poste dai ricorrenti e peraltro evidenziate anche nella Ordinanza del Consiglio di Stato quali: il richiamo all’art 9 della Costituzione, alle norme comunitarie in tema di protezione e tutela ambientale e anche la tutela della salute pubblica.
Non è quindi comprensibile la volontà dell’Amministrazione, che ora si fa forte di questa sentenza, di perseguire un progetto fortemente osteggiato con fior di argomentazioni, suffragate oltreché da esperti anche da norme legislative (v Decreto 10 marzo 2020 Ministero Ambiente, dove si precisa l’importanza della “protezione del capitale naturale e del valore dei servizi ecosistemici” intesi nella fattispecie forniti dal verde pubblico).
Oggi è più che mai urgente adottare queste linee guida a tutela del patrimonio arboreo, che nel caso in oggetto, ribadiamo, risulta assolutamente sano e degno di salvaguardia.
La giustificazione addotta con la progettata messa a dimora di altri alberi non regge sul piano della sopra citata valenza relativa ai servizi ecosistemici, come abbiamo ampiamente argomentato con il supporto di qualificati esperti, e come già documentato nelle lettere fatte pervenire a codesto Segretariato.
E proprio il venir meno dei servizi ecosistemici forniti dagli alberi che verrebbero sacrificati senza vere e giustificate ragioni ci ha indotti anche a preventivare all’Amministrazione una consistente richiesta danni: ambientale, erariale, paesaggistico e sanitario, ammontante in termini monetari ad almeno 2 milioni 500 mila euro, al netto del conteggio ulteriore legato all’eliminazione contestuale di arbusti (n 50 esemplari). Tale valore è assolutamente giustificato dal fatto che le essenze sostitutive previste dal progetto riusciranno a compensare la perdita dei servizi attuali solo dopo qualche decina di anni; questo in un contesto climatico in rapido peggioramento come ormai evidente, dove il patrimonio verde nelle città andrebbe assolutamente salvaguardato anche solo per la sua capacità di mitigare le ondate di calore sempre più frequenti e più elevate.
La sensibilità in merito alla tutela e cura del patrimonio arboreo sta crescendo ovunque; evidenziamo qui un importante primo passo in ambito MASE: il 12 febbraio si è svolta una riunione del Comitato Sviluppo Verde Pubblico (CSVP), anche in vista dei Piani di ripristino da adottare (entro il corrente anno) secondo la Nature Restoration Law, con la partecipazione di diverse realtà che si battono per la tutela del verde ed esperti; presenti all’incontro anche esperti CIPRA e funzionari MASAF. In quella sede proprio dal rappresentante MASAF è stata citata l'importante Sentenza Consiglio di Stato 9178/2022 ("Non si tagliano alberi senza validi motivi- Il rischio zero non esiste - Alberi fondamentali per la nostra vita") che si vorrebbe rendere "trascritta ed operativa", e la necessità di estendere ad altri alberi di rilievo le tutele già vigenti per gli alberi monumentali. E i nostri cedri sono fra questi.
Non stupisce allora, lo sottolineiamo, che il Consiglio di Stato abbia voluto rimarcare anche nella Ordinanza sopra citata relativa ai cedri di Piazza Europa il valore degli alberi e la loro tutela.
E al Consiglio di Stato si sono appellati nuovamente le Associazioni ed il Comitato a tutela dei cedri, anche con istanza di sospensione avvio lavori, vista l’impossibilità, ancora una volta, di poter addivenire ad una soluzione diversa. La pronta decisione del Consiglio di Stato nel rigettare l’istanza di sospensione dei lavori, motivata però col fatto che la sentenza sarà a breve termine, il 5 marzo c.anno, ha fatto si che l’Amministrazione, quasi provocatoriamente sosteniamo, abbia deciso di attivare il cantiere per l’avvio dei lavori. Una decisione subito fortemente contestata da una massiccia mobilitazione di associazioni, comitato e cittadini, che ha permesso al momento il blocco del cantiere in attesa appunto del pronunciamento finale del Consiglio di Stato, e la forte attivazione in corso anche a livello regionale e nazionale di parecchie azioni, iniziative, prese di posizione con il coinvolgimento anche di personalità del mondo scientifico e non solo.
Con la presente richiediamo comunque che codesta Presidenza riconsideri con urgenza, di concerto con l’Amministrazione, soluzioni che prevedano la salvaguardia di questo patrimonio, che è anche culturale, storico, paesaggistico, e tocca la sensibilità e l’affezione di moltissime persone che l’hanno visto crescere.
Per il Coordinamento associazioni ambientaliste cuneesi Legambiente, Pro Natura, Italia Nostra Cuneo, associazione Piazza in Piazza
Domenico Sanino