Non i due milioni ipotizzati un paio d’anni fa, ma addirittura una cifra variabile fra i tre e i cinque milioni di euro. Il preventivo è da far girare la testa: tanto occorrerebbe, secondo l’assessore cuneese ai Lavori pubblici Luca Serale, per rimettere a nuovo piazza Galimberti. Che la “cartolina” per antonomasia della città abbia bisogno di una rinfrescata è cosa su cui né la maggioranza né le opposizioni si dicono dubbiose. Il problema, appunto, sono i soldi. Se n’era parlato già nel 2024, dopo un’interpellanza del gruppo Indipendenti. Stavolta è Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia a riportare l’attenzione sul tema: “La piazza ha un sagrato il cui porfido si assottiglia sempre più e viene divelto a seconda degli eventi, anche atmosferici: molti blocchetti si sollevano e possono creare buche. I rattoppi provvedono a mantenere un po’ in sicurezza la pavimentazione, ma non possono allungarne di molto la vita e rendere sicuro il camminamento sulla piazza”. Al netto degli interventi realizzati sugli accessi da via Pascal e via Mazzini, di cui l’intepellante dà atto, restano i problemi: “Non vedo un miglioramento rispetto a due anni fa” osserva Paolo Armellini (Indipendenti), autore della precedente sollecitazione. L’invito è a riflettere sul carico di manifestazioni che pesano - letteralmente - sui sanpietrini: “Non critico certamente la presenza storica del mercato del martedì e del venerdì, ma ci sono altre cose che non vanno: faccio per esempio riferimento al montare e smontare i giochi del lunapark durante il carnevale”. Anche la Fiera del Marrone solleva qualche interrogativo: “Visto che si chiude tutta la piazza, - osserva il consigliere - le caldarroste vengano fatte sul manto stradale e non sulla piazza”. In definitiva, conclude, “non dico di ‘rifare’ la piazza ma di fare riflessioni sull’opportunità di utilizzarla così frequentemente”. Concorda il consigliere leghista Valter Bongiovanni: “Gran parte della piazza ormai è in stato di degrado sia per le giostre che per altre motivazioni, come le varie sagre gastronomiche che sporcano dappertutto: inutile girare i cubetti”. Rispetto all’ingente spesa che servirebbe, una possibilità è quella di riutilizzare in frazione i cubetti che verrebbero rimossi, come si è fatto in via Roma: “Il porfido della piazza attuale è stato utilizzato per realizzare alcune opere in frazione, come si è fatto a san Benigno: è venuto un bel lavoro per la sistemazione del sagrato. Da un costo complessivo si potrebbe almeno dedurre il riutilizzo del porfido”. Chi guarda oltre il piano stradale, e anche oltre le elezioni del 2027, è il capogruppo di Centro per Cuneo Vincenzo Pellegrino: “Con la nuova amministrazione mi piacerebbe parlare di cosa fare sotto piazza Galimberti: vedrei bene due piani di parcheggio, uno per le auto e l’altro per i furgoni del mercato. È un vecchio progetto che arriva dall’epoca del sindaco Beppe Menardi”. Il centrista Silvano Enrici, consigliere delegato alle reti tecnologiche, interviene per fare il punto su quel che si è realizzato in tema di installazioni elettriche: “Dalla parte del tribunale è stato fatto un collegamento verso via Mazzini, in previsione delle colonnine a scomparsa. Verso via Roma c’è già una colonnina che può sopportare 100 kw per qualsiasi manifestazione. Tra via Pascal e via Bonelli si passerà facendo uno scavo sulle due strade, utile per tutti i servizi compresa l’Illuminata”. “Perché non pensare a una revisione del mercato, pensando al suo sottoutilizzo?” si chiede intanto l’assessore: “Oggi non sono pentito di quello che stiamo facendo sulla piazza: negli anni l’abbiamo tutelata chiedendo la fideiussione a chi svolgeva manifestazioni, per far fronte ai costi di pulizia”. In alcuni casi, aggiunge Serale, chi ha sporcato ha anche pagato. Resta la questione del selciato sconnesso: “Abbiamo una pavimentazione ‘vecchio stampo’, con i cubetti che erano presenti prima in via Roma e che venivano scagliati sotto i portici quando passavano i mezzi pesanti. Se avessimo la fortuna di vincere un bando e investire i soldi su piazza Galimberti la piazza verrebbe concepita in maniera completamente diversa”. Un intervento prioritario - finanziamenti permettendo - sarebbe quello per l’eliminazione totale delle barriere architettoniche: “Oggi l’asse rettore si sta sviluppando dal centro del capoluogo fino a San Rocco Castagnaretta. Su questo non dobbiamo assolutamente demordere, continuando a partecipare ai bandi”.