CUNEO - Professionisti intellettuali e politici si sono confrontati a Cuneo

Un incontro proficuo quello tra gli aderenti alla Consulta delle Professioni cuneese e i candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo

28/02/2018 16:47

A fare gli onori di casa, il presidente del Collegio dei Periti Industriali della provincia di Cuneo, Claudio Guasco, che ha sottolineato come la politica non sia ultimamente stata particolarmente interessata ai professionisti nonostante questi rappresentino un bacino elettorale potenziale di milioni di voti. “Forse – ha sottolineato Guasco – alcune colpe sono tuttavia da ricondurre anche ai professionisti stessi”. Il presidente dei periti industriali cuneesi ha infine rimarcato come non si possa essere a favore dei professionisti a giorni alterni: “A novembre si volevano chiudere le casse previdenziali, a novembre dell’anno dopo si volevano tutelare le professioni. Forse perché si stavano avvicinando le elezioni”.

Il presidente del Cup regionale, Giuseppe Geda, ha rimarcato l’importanza degli ordini professionali e del legame tra politica e territorio: “E’ un piacere ed un dovere essere qui a testimonianza del fatto che alcune persone credono che il sistema ordinistico italiano sia un punto fermo che non deve essere maltrattato della politica. Anzi, è un fattore che la politica dovrebbe sfruttare. L’incontro con le forze politiche territoriali è fondamentale. La politica nazionale deve sentire quella del territorio attraverso gli ordini, attraverso i Cup. Noi dobbiamo dimostrare che non si può portare avanti la politica nazionale senza sentire la base, e la base siete voi e siamo noi”.

Ha sottolineato l’importanza dell’aggregazione dei professionisti, Mauro Lavaselli, segretario piemontese di RPT (Reti Professioni Tecniche): “Vedo che il mondo politico e dell’amministrazione ha colto la nostra volontà di aggregarci proprio perchè proporsi come interlocutore unico per tante questioni comporta innumerevoli vantaggi”.

Il presidente della Consulta delle Professioni della provincia di Cuneo, l’avvocato Claudio Massa, ha spiegato il perché dell’incontro di ieri: “La legge sul Jobs Act e quella sull’equo compenso sono state molto importanti perchè hanno rappresentato un’inversione di tendenza rispetto al rapporto che i vari esecutivi che si sono avvicendati negli ultimi dieci anni hanno avuto nel confronto del mondo delle professioni intellettuali ordinistiche. Il nostro comparto mal si presta alle normali regole della concorrenza per questioni deontologiche. Tutti i provvedimenti legislativi hanno potenziato il controllo deontologico. In un ordinamento deontologicamente condizionato non può essere ipotizzato che le leggi della concorrenza possano trovare applicazione. Noi professionisti abbiamo una serie di obblighi ulteriori, se la professione viene svolta correttamente, che impediscono una rincorsa ai prezzi. Noi dobbiamo anteporre la qualità del lavoro al profitto. Gli autoproclamatisi “professionisti per l’Italia” hanno individuato undici punti per lo sviluppo del paese che non comportano richieste di tutela o agevolazione per gli ordini, ma rappresentano la potenzialità dei ceti professionali per cercare di arrivare ad una organizzazione burocratico-amministrativa diversa rispetto a quella attuale. i braccialetti di Amazon dimostrano che ci si avvia ad un condizionamento sempre maggiore delle multinazionali, delle quali non si può certamente fare a meno, tuttavia la valorizzazione dei cosiddetti corpi intermedi, tutelati anche dall’articolo 2 della Costituzione, può rappresentare un adeguato contro-bilanciamento nei confronti di alcuni potentati economici”.

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo, Claudio Streri, ha sottolineato l’importanza del diritto alla giustizia: “Qualsiasi comunità si regge sulla difesa dei confini e sulla giustizia interna. Una comunità deve darsi delle regole, che devono essere rispettate. La politica deve fare molto per assicurare che ci sia la giustizia. Non è tollerabile che un cittadino rinunci a difendersi o a far valere i propri diritti perchè non si può permettere le spese legali”.

Livio Spinelli, presidente del Collegio dei Geometri cuneesi, ha chiesto al mondo politico un ulteriore “scatto” rivolgendo l’attenzione anche a tutti i professionisti che lavorano principalmente con un’utenza privata.

Il consigliere dell’Ordine dei Notai cuneesi, Enrico Gallo, ha chiesto attenzione alla duplice funzione che deve rivestire chi svolge il suo mestiere: “Il mondo del notariato ha subìto un profondo cambiamento negli ultimi anni. Il notaio è sì un libero professionista, ma anche un pubblico ufficiale. E’ cambiato l’atteggiamento del legislatore nei confronti del notariato. Ci si dimentica troppo spesso che il notaio svolge una pubblica funzione e così viene considerato come un imprenditore che deve relazionarsi con i clienti e subire le regole della concorrenza. Ciò è vero ma fa si che ci si trovi in alcune situazioni di disagio che spesso impediscono lo svolgimento di un buon lavoro”.

La consigliera dell’Ordine degli Ingegneri cuneesi, Erica Gerbotto, ha chiesto ai politici una maggiore considerazione. “Chiediamo ai politici di essere consultati sulla normativa perché spesso vengono fuori delle norme che non hanno senso perché sono scritte in “politichese” e non in termini tecnici e dunque sono inapplicabili. Il Consiglio Nazionale Ingegneri viene spesso sentito, ma alla fine mai si dà retta a ciò che dice”.

Il consigliere dell’Ordine degli Architetti Cuneesi, Fabrizio Rocchia, ha puntato l’attenzione sulla semplificazione amministrativa che, di fatto, non ha portato ad uno snellimento delle pratiche edilizie, bensì ad un aggravio di incombenze per tutti i professionisti. Inoltre, nell’ambito dell’Equo Compenso “abbiamo appreso con piacere degli strumenti per la tutela dei Professionisti nei rapporti con i grandi committenti e ci auguriamo che in un prossimo futuro si possano adottare misure di tutela simi anche in occasione di prestazioni svolte per i privati”.

La parola è passata ai politici presenti, in rigoroso ordine di arrivo all’incontro. E’ così toccato a Claudio Dutto, candidato nel collegio uninominale del Senato della provincia di Cuneo, per Liberi e Uguali: “Io sono un agronomo, dunque sono parte in causa. I punti indicati dai professionisti sono molto simili al programma di Liberi e Uguali. Non tutti i professionisti vivono “nell’oro” dunque anche la questione della progressività fiscale, spesso mal vista, in realtà va approfondita perché potrebbe rivelarsi particolarmente interessante. Da senatore cercherò di portare avanti il confronto e la concertazione tra politici e liberi professionisti.

Così invece Marta Giovannini, candidata anch’essa nel collegio uninominale del Senato della provincia di Cuneo per la coalizione di centro-sinistra (Partito Democratico, Più Europa, Insieme, Civica e Popolare): “Sono un avvocato, dunque mi sento una di voi e ne sono molto orgogliosa. Nella mia campagna elettorale ho spiegato e sto spiegando cosa significhi essere professionista e fare insieme politica. I professionisti sono la coscienza critica di un paese. Dobbiamo farci carico di questo paese indirettamente e direttamente perché nessuno meglio di noi ha il polso della situazione e conosce i problemi del paese. La gente che si rivolge a noi chiede di risolvere i loro problemi”.

E’ intervenuta poi Mirella Ramonda, candidata al collegio uninominale di Cuneo della Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle: “I professionisti sono completamente soffocati nel campo della fiscalità. Da consulente del lavoro e figlia di un commercialista, condivido pienamente i problemi di tutte le categorie professionali. Il Movimento 5 Stelle ha forte interesse alla semplificazione ed all’eliminazione di parecchie leggi inutili. Il nostro programma per la modernizzazione del paese è simile al vostro. Siamo disponibilissimi a ricevere suggerimenti da parte di persone che ne abbiano capacità e competenza”.

E’ stato poi il turno di Fabio Corbeddu, candidato nel collegio plurinominale delle province di Cuneo-Asti-Alessandria alla Camera dei Deputati per CasaPound Italia: “La mia cultura politica ritiene fondamentale l’apporto di tutti i corpi dello stato. La politica ad oggi ha agito in maniera spesso approssimativa e dozzinale. Ne è riprova l’isolamento viario in cui versa la nostra provincia. La politica ha fallito perché ha abdicato il suo ruolo. Le casse previdenziali devono rimanere autonome”.

Infine, Simona Giaccardi, candidata anch’essa nel collegio plurinominale delle province di Cuneo-Asti-Alessandria per Noi con l’Italia: “Sono avvocato e dunque una professionista come voi. Dobbiamo dire basta a questa situazione. Oggi è difficile acquisire e mantenere i clienti. Per questo esistono gli ordini, perché ci devono tutelare nei momenti di difficoltà. Acquisire una credibilità diventa sempre più difficile, ogni giorno, anche per la presenza di internet che regala soluzioni facili a tutti. Abbiamo bisogno della tutela degli ordini, ora e sempre, perché i pericoli sono sempre dietro l’angolo ed arrivano da ogni parte”.

c.s.

Notizie interessanti:

Vedi altro