CUNEO - ‘Recuperare in due mesi tremila edifici scolastici dismessi? Impossibile’

‘Mi auguro che vengano riviste le norme e che i ragazzi non siano considerati potenziali untori’ scrive il referente del Popolo della Famiglia, Antonio Panero

Redazione 04/07/2020 10:06

 
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del referente cuneese del Popolo della Famiglia:
 
Cinquantacinque sono i giorni effettivi di lavoro che mancano all’inizio della scuola, fissato per il 14 settembre 2020, durante i quali, compreso il periodo delle ferie agostane, dovranno essere resi utilizzabili per la scuola - così ha detto il ministro - circa 3.000 edifici scolastici dismessi, secondo un censimento ministeriale, per poter consentire ai nostri ragazzi di frequentare le lezioni.
 
Naturalmente potranno essere utilizzati, teatri, cinema e parchi, anche nel periodo invernale!
 
Ebbene, chiunque abbia un minimo di esperienza nel settore edilizio, oppure abbia qualche idea di amministrazione pubblica, non può accettare una simile notizia come seria.
 
Premesso che qualsiasi immobile che resti inutilizzato, diciamo qualche anno, soprattutto se deve essere adibito ad uso scolastico, necessita di interventi strutturali e impiantistici di notevole spessore, come si può pensare di poter rimettere in sesto questi immobili in un periodo così limitato, tenuto conto del nostro terribile sistema burocratico, centrale e periferico?
 
È vero, sono stati stanziati dei fondi, ma credo siamo tutti consapevoli dei tempi burocratici e ben sappiamo che per iniziare qualsiasi opera pubblica occorre la copertura finanziaria certificata da un responsabile, redigere un progetto, che nel nostro caso sia compatibile con le disposizioni ministeriali e con le esigenze dell’Istituto comprensivo di competenza. Ovviamente si presume che nel frattempo l’edificio non abbia subito una diversa destinazione di uso, nel qual caso, visti i tempi, non si fa nulla. Dopo di che, supponendo di non avere il precedente problema, si tratterà di assegnare i lavori edili e impiantistici a ditte specializzate del settore, le quali saranno sicuramente oberate di incarichi, e quindi avremo un allungamento ulteriore dei tempi. Terminati e collaudati i lavori, si dovranno arredare i locali secondo le norme previste dal Ministero. Il tutto, naturalmente, dando per assodato che i finanziamenti arrivino in tempo utile e siano adeguati ai lavori previsti. E secondo gli esperti, tutto questo dovrebbe concludersi l’11 settembre!
 
Qualcuno, visto il buon risultato ottenuto con il nuovo ponte di Genova, raggiunto superando in parte le norme vigenti per accelerare i tempi, vorrebbe applicare questo sistema anche per le scuole.
 
Scusate l’estremizzazione, in quel caso avremmo 3.000 commissari straordinari che sconfesserebbero di fatto lo Stato e le sue norme in materia di appalti.
 
Ma in tutto questo bailamme, a patirne le conseguenze sarebbero i nostri ragazzi, il nostro futuro bistrattato e umiliato, e le famiglie, come sempre l’ultimo argine di una società che non ha capito oppure non vuol capire che se non si difende la famiglia, non abbiamo futuro!
 
Mi auguro, prima come genitore e poi come amministratore pubblico, che vengano riviste determinate posizioni e che i nostri ragazzi non vengano considerati come potenziali untori, mentre gran parte della società ha ripreso le normali abitudini, in alcuni casi, molto discutibili.
 
Antonio Panero   
Il Popolo della Famiglia - Provincia di Cuneo

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