Riceviamo e pubblichiamo. Anche Cuneo per i Beni Comuni si è unita, fin dai primi giorni della campagna, al coro dei NO al referendum sulla giustizia, che ci vedrà andare alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo. Quando ci occupiamo di temi nazionali la risposta che spesso ci sentiamo dare, come lista civico-politica di rilievo locale, è che non dovrebbero riguardarci. Non la pensiamo così: da sempre abbiamo uno sguardo che va ben al di là delle mura del Municipio di Cuneo, perché riteniamo che tutti i grandi temi, anche quelli internazionali, abbiano una rilevanza e soprattutto una ricaduta importante sui piccoli territori come il nostro. Il referendum di domenica e lunedì non fa eccezione. Abbiamo ascoltato, nelle ultime settimane, le farneticazioni del governo Meloni e della campagna per il sì, con frasi irripetibili sull'immaginario pericolo rappresentato da orde di stupratori, pedofili e spacciatori che verrebbero liberati in caso di vittoria del NO. Frasi che non meritano alcun commento puntuale, e che dimostrano soltanto che qualcuno sta cercando di portare il dibattito pubblico a proposito di un referendum estremamente tecnico sul piano della lotta nel fango e della pancia, se non dell'intestino. C'è sicuramente un problema di sostanziale estraneità della politica nazionale rispetto alla realtà sociale, ai reali bisogni delle persone che abitano le nostre città e le nostre campagne, e l'infuocata lotta politica che il governo ha deciso di portare avanti su questo tema referendario ne è la dimostrazione plastica. Viviamo tempi di guerra, di carovita, di conflitto sociale esasperato, e a volte ci chiediamo a che pro spendere così tante energie su questa riforma della giustizia, che peraltro non tocca minimamente l'efficienza della macchina del potere giudiziario. Voteremo NO perché ci pare evidente che si tratta di un attacco alla magistratura e alla separazione dei poteri prevista dalla nostra Costituzione; voteremo NO perché questo potere governativo, che ha dato dimostrazione con il governo Meloni di avere una fame repressiva e discriminatoria smisurata, se controllasse anche il potere giudiziario potrebbe controllare e schiacciare ancora di più ogni forma di opposizione, di dissenso e di autonomia dal basso; voteremo NO perché come lista che sta dentro le istituzioni e prova a rivoluzionarne le politiche per il bene comune, riteniamo che certi equilibri istituzionali, che non vanno demoliti a colpi di riforme liberticide e autoritarie, siano garanzia di un cambiamento positivo. Il referendum del 22 e del 23 marzo ci riguarda da vicino, ci riguarda tutti. Cuneo per i Beni Comuni