"La vittoria del no al referendum costituzionale è una vittoria delle persone, tantissime, che si sono mobilitate a difesa della Costituzione e una sconfitta di chi voleva modificarla cercando di azzerare il dibattito pubblico e facendo una campagna referendaria che svilisce ogni confronto serio: come Meloni, Salvini e Tajani, che nelle ultime settimane sono stati in prima linea in una campagna elettorale sguaiata e sconclusionata, nel tentativo di recuperare i voti che sapevano di stare perdendo”. Lo scrive in una nota Francesca Druetti, Segretaria Nazionale di Possibile. “Ed è un ottimo segnale per una democrazia che ha bisogno della cura di tutte e tutti noi”. “Vogliamo parlare di una riforma della giustizia? Il sistema giudiziario è al collasso. Manca personale, i tribunali sono intasati, le carceri scoppiano. Questi sono i veri problemi dell’Italia, non la neutralità dei magistrati. Nessuno di questi aspetti era preso in carico dalla riforma e le persone lo hanno capito al di là di ogni aspetto tecnico”, aggiunge Giulia Marro, consigliera regionale di AVS. “La tendenza del nostro Governo a creare nuovi reati e nuovi processi e nuovi carcerati piuttosto che prendersi la responsabilità di affrontare seriamente i problemi non fa altro che peggiorare la situazione e non tutela la sicurezza di nessuno”. “Con la vittoria del no stata respinta una pericolosissima testa d’ariete che avrebbe aperto la porta alla lunga mano politica sulla magistratura. I cittadini continueranno ad esser giudicati sulla base di ragione giudiriche e non per il loro orientamento politico”, commenta Barbara Giolitti di Sinistra Italiana Cuneo. “Oggi festeggiamo e ringraziamo tutte e tutti per l’impegno a volantinare, attacchinare, dibattere del referendum in ogni sede. Da domani continuiamo a insistere per un paese più giusto, a costruire una comunità che si impegni quotidianamente per i diritti sociali e civili, a spingere su quei temi che il Governo volutamente ignora, a fare opposizione a chi vuole riportarci indietro alle pagine più buie della nostra storia. Per proporre un’alternativa credibile a questo governo nazionale e regionale e a un’idea di società che non ci rappresenta”, concludono Marro, Druetti e Giolitti.