Si è svolto oggi al Grattacielo Piemonte l’annuale vertice bilaterale tra Regione Piemonte e Confindustria Piemonte a cui hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente Elena Chiorino accompagnati da tutti gli assessori della giunta, il presidente regionale di Confindustria, Andrea Amalberto, otto presidenti di associazioni territoriali, i rappresentanti dei Giovani Imprenditori e della Piccola Industria, sei presidenti dei gruppi di lavoro e Ance Piemonte. Dopo una fase plenaria si sono poi svolti gli incontri tra gli esponenti della Giunta e quelli delle imprese per fissare gli obiettivi del 2026 del Pieno Industriale del Piemonte (Pip), il documento che dal 2021 guida l’attività condivisa tra Regione Piemonte e Confindustria Piemonte. “Il confronto costante e la collaborazione con le categorie economiche, e con Confindustria in particolare, rappresentano per noi una priorità strategica per lavorare insieme per la crescita e lo sviluppo del Piemonte in un contesto internazionale complesso, all’interno del quale il nostro territorio sta affrontando la sfida della transizione industriale con buone prospettive di crescita in comparti come l’aerospazio, che sta accompagnando e compensando le difficoltà di altri ambiti industriali. È un percorso che oggi trova riscontro anche nei dati di crescita, con il Piemonte che recupera punti di Pil rispetto alle altre regioni del Nord d’Italia e sul lavoro: in Piemonte registriamo i livelli di disoccupazione più bassi degli ultimi 26 anni – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio –. Quella di oggi è una giornata importante perché ci consente di fare il punto su alcuni obiettivi, a partire dalla realizzazione delle grandi infrastrutture, lo sviluppo della logistica, l’innovazione, la formazione e l’attrazione degli investimenti. Come Regione stiamo lavorando su una serie di provvedimenti a partire dalla creazione di una Zes davvero efficace per alcune aree del Piemonte, con incentivi fiscali e sburocratizzazione: un’operazione che ho già condiviso con il governo e con il ministro Urso. Inoltre, nella programmazione europea 2028-2034 attiveremo un fondo per la bonifica dei siti industriali dismessi in modo da renderli a disposizione del mercato e di chi vuole investire qui. A questo si aggiungono le nostre politiche energetiche, con le gare per le concessioni idroelettriche e la possibilità di avere quote di energia a prezzi calmierati a supporto del sistema produttivo e la semplificazione urbanistica. Proprio domani – ha concluso il presidente - è arriva in Consiglio regionale il Cresci Piemonte, un provvedimento speciale fortemente voluto anche dalle associazioni di categoria, che dimezza le tempistiche delle procedure urbanistiche in capo alla Regione, mentre prosegue il più complessivo lavoro di riforma della legge urbanistica che presenteremo entro la fine dell’anno”. “Con la Regione il nostro rapporto è stabile e produttivo, condividiamo quotidianamente proposte e progetti cercando di realizzarli coniugando obiettivi e ricadute, in una prospettiva di sviluppo stabile e duraturo. La giornata odierna è una consuetudine decisiva per fare il punto sui prossimi passi, per valutare le tempistiche per completare gli interventi in essere, comprendere perché talune iniziative non hanno raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Lo scenario internazionale certamente non aiuta a programmare, dobbiamo però proseguire in questo impegno programmatico poiché vediamo segnali incoraggianti dalle nostre imprese, che hanno saputo in questi in anni diversificare produzioni e raggiungere nuovi mercati. Attrattività e internazionalizzazione sono tra le chiavi del successo delle nostre imprese, sulle infrastrutture cogliamo segnali concretamente positivi così come sul capitale umano e sul turismo. C’è invece molto da fare sul tema della semplificazione normativa, a cominciare dai temi ambientali, sul tema dell’energia e della doppia transizione. Siamo al fianco della Regione per proseguire questa collaborazione attiva e costante, un gioco di squadra efficiente fatto di proposte che generano risposte concrete” dichiara Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte. La Regione Piemonte ha posto l’accenno sull’importanza di accrescere la competitività del territorio piemontese nell’attrazione degli investimenti. In questa strategia si inserisce la volontà di attivare in alcune zone del Piemonte – in particolare Torinese e Basso Alessandrino - una Zona economica semplificata davvero efficace (analoga a quella prevista oggi per i cosidetti territori 107.3A) che possa garantire reali benefici fiscali, credito di imposta, semplificazione burocratica e procedure più rapide. Una questione che la Regione Piemonte porrà già domani durante l’audizione alla Commissione industria del Senato. Tra le misure di attrazione degli investimenti il Piemonte lavora anche alla costruzione di una misura, da inserire nella programmazione europea 2028-2034, per l’istituzione di fondo per finanziare le procedure di bonifica dei siti industriali dismessi. Un’operazione di re-green che, secondo la Regione, può rappresentare una vera leva di rilancio degli investimenti. A questo si aggiungono le politiche energetiche del Piemonte che, prima regione in Italia, ha approvato una legge che consente la messa a gara delle concessioni idroelettriche con la possibilità di avere energia a prezzi calmierati per categorie fragili e per le aziende. Proprio nelle scorse settimane, è partita la prima manifestazione di interessi rivolta agli operatori e nei prossimi giorni saranno aperte le buste. Durante l’incontro Confindustria ha presentato i dettagli del proprio Piano Industriale del Piemonte che è composto da dieci obiettivi verticali e otto obiettivi trasversali. Per il settore automotive e mobilità sostenibile, secondo Confindustria Piemonte è necessaria un’azione decisiva della Regione verso il governo centrale e l’Unione Europea per promuovere e sostenere la neutralità tecnologica. Si devono poi coinvolgere in maniera strutturata le case produttrici automobilistiche e grandi produttori manufacturing con la supply chain qualificata piemontese, in ottica di rafforzare la filiera e ridurre la dipendenza delle PMI da fornitori esterni. Per il settore agroalimentare si è fatto il punto sui finanziamenti della programmazione regionale CSR 2023-2027, auspicando l’avvio di una concertazione anche con la componente industriale sui temi di maggiore rilevanza. Sull’aerospazio si è chiesto di promuovere il centro ASI in Italia (Agenzia Spaziale Italiana) mentre in tema di life science, si è ribadito che se da un lato esiste un riconoscimento formale del ruolo del privato, poco si è mosso in termini di politiche selettive sulle eccellenze, quali centri ad alta specialità, reti cliniche regionali e nel collegamento sistematico tra grandi opere sanitarie e imprese, ad esempio per incentivare la ricerca e l’innovazione all’interno delle Città della Salute di Torino e Novara. Passando alle costruzioni, focus su caro materiali e dissesto idrogeologico, direttiva Case Green e bonifiche. Nei tavoli si è discusso anche di turismo industriale e della necessità di avviare il Piano Strategico regionale del turismo che ancora non è definito e che dovrebbe integrarsi in un ambito macroregionale con Liguria e Valle d’Aosta. Sul tema energia e ambiente è necessario un maggiore coordinamento nazionale, semplificazione normativa ed equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità economica, per evitare perdita di competitività del sistema piemontese. Sul tema del capitale umano, Confindustria conferma come le Accademie di Filiera siano uno strumento formativo da diffondere presso le imprese ma occorre sostenere con forza efficaci progetti di orientamento. Tenendo poi conto dell’attuale contesto di bassa natalità, sono inoltre necessari percorsi innovativi per garantire disponibilità di competenze ma soprattutto incentivare e gestire la componente immigrazione.