Il Parlamento Europeo ha approvato la riforma dell'Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) con l'obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare e garantire una maggiore trasparenza per i consumatori. Tra le principali novità, la definizione ufficiale del termine "carne" come "parti commestibili di animali". In base alla nuova normativa, diciture quali 'bistecca', 'filetto' o 'costolette' potranno essere utilizzate soltanto per prodotti realmente a base di carne animale, escludendo quelli coltivati in laboratorio o di origine vegetale, fatta eccezione per i "veggie burger". La riforma introduce inoltre l'obbligatorietà dei contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, con una specifica clausola di revisione per permettere adeguamenti secondo le variazioni di mercato, i costi e le condizioni economiche. Gli Stati membri dovranno pubblicare online i criteri di riferimento nei contratti, prevedendo inoltre forme di sostegno alle Organizzazioni di Produttori (OP) nell’ambito della PAC. Il consigliere regionale Claudio Sacchetto ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto in sede europea, sottolineando come questa riforma risponda alle richieste avanzate dall’Italia e dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei – Fratelli d’Italia (Ecr-Fdi). "La scelta di riservare denominazioni specifiche solo ai prodotti di origine animale – ha dichiarato – rappresenta un importante passo avanti nella difesa della trasparenza verso i consumatori e nella valorizzazione del lavoro degli agricoltori. Si tratta di una svolta che rafforza la tutela delle aziende agricole, spesso anello debole della filiera, sostenendo un orientamento già perseguito dal Governo italiano guidato da Giorgia Meloni". Sacchetto ha inoltre evidenziato l’impegno degli europarlamentari Ecr-Fdi nel sostenere la necessità di contrastare fenomeni di "meat sounding" e ogni forma di comunicazione fuorviante per i consumatori, migliorando la tracciabilità e la trasparenza della filiera alimentare.