CUNEO - Rischio siccità, Azione: “Servono progetti per invasi e infrastrutture, azioni concrete"

Sul tema intervengono il referente provinciale Infrastrutture Stefano Marino Capano, il responsabile Ambiente Ivan Radice e il Segretario Giacomo Prandi

c.s. 21/07/2026 10:05

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi e la posizione di Azione Cuneo in merito al rischio siccità della provincia Granda. Prandi, segretario generale: "Necessari interventi, servono progetti e azioni concrete".  Denominata storicamente la “Granda” per la sua vasta estensione e per l’importante vocazione agricola, da anni si trova ad affrontare l’ennesimo periodo di siccità. Un’emergenza che non è più un evento isolato, ma una crisi prevedibile a causa di stagioni estive sempre più torride e fuori controllo, aggravata da anni di immobilismo sul fronte della pianificazione idrica del territorio.

“Non possiamo più permetterci di stare a guardare un problema sempre più complesso, ormai sfociato in un’emergenza che devasta il nostro territorio, un paradosso se pensiamo ad una provincia ai piedi delle alpi. - dichiara Stefano Marino Capano - Nonostante i ripetuti e numerosi appelli da parte del mondo agricolo, delle varie associazioni di categoria e dei cittadini stessi, sembra un problema superficiale, ma che invece richiede molta attenzione. Come più volte ribadito dall’ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), spesso in collaborazione con Coldiretti. Sia a livello nazionale che provinciale tratteniamo appena l’11% dell’acqua piovana, senza infrastrutture, invasi e bacini idrici, restiamo fermi a guardare la nostra preziosa acqua disperdersi senza alcun beneficio per i cittadini e l’agricoltura”. 

“Alla necessità di realizzare nuove infrastrutture idriche – aggiunge Ivan Radice - si affianca il dibattito sulla recente proposta della Regione Piemonte di privilegiare il deflusso delle acque nei corsi principali, riducendo la disponibilità idrica nei corsi d'acqua minori. Si tratta di una misura che nasce dall'esigenza di garantire risorse al comparto agricolo, ma che richiede un'attenta valutazione degli effetti ambientali. Torrenti, rii e canali secondari costituiscono habitat essenziali per la biodiversità e svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio degli ecosistemi del nostro territorio. Un loro progressivo impoverimento potrebbe determinare conseguenze rilevanti sia sul piano ecologico sia sulla qualità complessiva dell'ambiente. La tutela dell'agricoltura e quella ambientale non possono e non devono essere poste in contrapposizione. La risposta alla siccità deve essere strutturale e non emergenziale. Per questo proponiamo di accelerare la realizzazione di piccoli e medi invasi diffusi, recuperare le cave dismesse trasformandole in bacini di accumulo, ridurre le perdite della rete idrica e incentivare il riutilizzo delle acque reflue opportunamente depurate per uso irriguo”.

“Serve al più presto sbloccare la situazione e finanziare i tanti progetti infrastrutturali già presenti sul tavolo in ambito idrico – conclude Giacomo Prandi -, semplificare l’iter procedurale per il rilascio delle autorizzazioni per la loro realizzazione, piani di sviluppo e destinare fondi straordinari (Regionali e Nazionali) per curare una rete idrica che ad oggi disperde molta acqua prima che arrivi al punto di utilizzo. Sul tema come Azione vediamo molto positivamente l’accordo che ha portato la società consortile CO.GE.SI a gestire l’intera rete idrica pubblica provinciale, auspichiamo che questo sia il primo passo per arrivare ad un gestore unico a livello almeno regionale che abbia la forza economica per fare gli investimenti necessari per il rinnovamento della rete idrica, al fine di diminuire la dispersione di acqua che ad oggi in provincia di Cuneo è di oltre il 30%”.