CUNEO - Ritrovate delle mura di fine '600 durante gli scavi del teleriscaldamento

Oggi la Soprintendenza archeologica al lavoro sui resti di quella che all'epoca era la prima linea di difesa verso sud

Samuele Mattio 05/10/2017 18:33

Nel pomeriggio di oggi la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ha lavorato sui cantieri di corso Solaro, angolo via Della Torre, per analizzare le mura storiche emerse nel corso degli scavi del teleriscaldamento. Gli archeologi hanno cercato di capire meglio fino a dove arrivano quelli che, con ogni probabilità, sono i resti degli avamposti di una fortificazione che rappresentava la prima linea di difesa di Cuneo verso sud. 

Nel 1557 Cuneo è diventata una roccaforte sabauda ed è iniziata la fortificazione della città, ma  i ritrovamenti di corso Solaro sono da collocare, verosimilmente, a fine ‘600. Quando ne è iniziata la costruzione, la zona allora detta regione degli Orti, era aperta campagna. L’idea dei governanti dell’epoca era stata quella di costruire un forte per impedire che i potenziali invasori si avvicinassero alle mura sud della città, situate intorno a quello che oggi è il centro storico.  A costruzione completata i fortini erano tre: uno a guardia del Gesso, uno a difesa dello Stura e uno al centro dell’altipiano. 

Il ritrovamento di una parte delle mura di quello che è stato definito da alcuni media locali “Il fortino di Gesso” rappresenta un’ottima opportunità per gli storici di effettuare delle ricerche. A quanto emerge dagli scavi i resti erano già venuti alla luce a metà degli anni cinquanta, durante la costruzione delle fognature della città, ma all’epoca non c’era la sensibilità odierna verso la storia di Cuneo.
 
I reperti saranno preservati con lo spostamento del passaggio del teleriscaldamento, ma verranno comunque ricoperti: essendo una zona di scorrimento sarebbe impossibile lasciarli a vista. Impraticabile la soluzione di una teca in vetro: secondo gli esperti della Soprintendenza si appannerebbe e sotto crescerebbe vegetazione spontanea; la manutenzione costerebbe molto, ma non renderebbe altrettanto.  Secondo altre indiscrezioni provenienti da fonti interne all’ente verranno realizzati dei pannelli nelle zone in cui ci sono stati dei rinvenimenti. 

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