Riceviamo e pubblichiamo: Egregio direttore, oggi il cittadino che intende parlare di politica si affida unicamente ai social. Si guarda bene dal manifestare pubblicamente denunce o impegno sui gravi fatti alla ribalta. Riguardo al gen. Vannacci e a Salvini, alla sinistra di opposizione e ai moderati centristi, a cominciare dal basso sono diffuse le lamentele sulle condizioni di governo ad ogni livello e sulla gestione del potere da parte dei partiti: sono appunto affidate ai social e sono di natura umorale e si disperdono in breve tempo nel conformismo, nella rassegnazione, nell’interesse personale. Tutti allineati e coperti, salvo poche eccezioni. Un esempio di attualità è l’assenza della parola dei cittadini nelle decisioni riguardanti la imminente elezione del Consiglio provinciale di Cuneo. È ancora peggio per le questioni di carattere nazionale. Le riforme costituzionali al passo con i tempi, quelle sociali, in nome dell’equità e del benessere, la sicurezza, la giustizia, l’immigrazione clandestina non trovano interpreti decisi in pubblico, e non vengono recepiti dalla maggioranza. Riecheggia un vecchio giudizio: “Non è difficile governare gli italiani, è inutile”. La proposta di una prima riforma sostanziale della Magistratura, seguita da quella di ridare possibilità ai cittadini-elettori di scegliere i propri rappresentanti parlamentari non ha trovato adeguato seguito e consenso. La politica social del gen. Vannacci è rivolta a tante “destre”, e cavalca essenzialmente l’adesione di esponenti a livello nazionale e locale, soprattutto gli scontenti fuorusciti di FdI, salvo poi preoccuparsi dell’incetta dei cosiddetti “camerati” sciolti. Al di là del comprensibile impatto umano è opinabile entrare nel merito della legittima difesa per quanto riguarda il “caso Roggero”, strumentalizzato in toto da Salvini, che addirittura ne propone la candidatura alle elezioni, e che trascura lo scandaloso reale risarcimento ai parenti dei delinquenti che soccombono per i loro crimini. Non riscontriamo mobilitazione analoga per invocare alternativa all’attuale sistema di governance. Diffusa è invece la preoccupazione e l’agitazione per una destra riconducibile ad una destra nostalgica e ad un neofascismo sociale. Nessuno spiega a Vannacci e a Salvini, alla Schlein e Bonelli e ai loro compagni che negli anni 1970 ha fatto irruzione nella vita politica italiana - con proteste e proposte - un leader politico come Giorgio Almirante, la cui attualità politica, ideale e sociale la coerente Destra di sempre rivendica, ben al di là degli scimmiottamenti nostalgici, in nome dell’interesse della Nazione, delle competenze al governo, della giustizia sociale. Il gen. Vannacci e il vicepremier Salvini, le opposizioni di centrosinistra e i moderati centristi, i politologi e gli uomini di cultura devono riscoprire l’uomo politico Giorgio Almirante, a cui noi ci richiamiamo proprio ora alla vigilia degli 80 anni della costituzione del M.S.I.. Con lui le nostre radici: superamento della contrapposizione anacronostica fascismo/antifascismo, pacificazione politica degli Italiani, nuovo linguaggio fuori dalla nostalgia passatista, attuazione delle parti ignorate della Costituzione. Sono per una Nuova Repubblica l’attuazione dell’art. 39 con il riconoscimento giuridico dei sindacati, l’art. 46 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle aziende, l’art. 55 sulla rappresentanza in Parlamento delle categorie del mondo del lavoro, della produzione, della cultura, l’art. 92 sul presidenzialismo, l’art. 99 sulle funzioni di consulenza del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Il lavoro non va considerato un costo, ma un fattore di produzione, come lo sono il capitale e l’azienda; nessuno di noi ha mai sostenuto - a paragone - che il capitale sia un costo. È Giorgio Almirante che affermava a gran voce: “La Destra è nazionale o non è. La Destra è sociale o non è. La Destra è con l’Europa che guarda a Destra o non è”. Da insegnante di lettere è indimenticabile per noi la sua citazione di una poesia di Giovanni Pascoli: “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico”. Questa è la nostra Destra. Ringraziamo per la pubblicazione, distintamente. Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale), Guido Giordana (sindaco di Valdieri)