Riceviamo e pubblichiamo.
Erano quattro le interrogazioni che chiedevano risposte chiare all'Assessore alla Sanità Riboldi. Due (Marro) sul Centro Unico di Prenotazione (CUP) della Regione Piemonte, alla luce dei ripetuti malfunzionamenti segnalati da cittadini e riportati dalla stampa nazionale e locale. Una (Cera) sul taglio nazionale al Fondo regionale per i farmaci innovativi e una (Ravinale) sui ritardi e sull'impossibilità di prenotare le visite necessarie ai fini del decreto di idoneità per le persone disponibili all'adozione.
La prima interrogazione chiedeva alla Giunta di fornire i dati sull’interruzione dei percorsi di cura dal 31 gennaio 2025 ad oggi, correlando le prenotazioni effettuate con le prestazioni effettivamente erogate o mancate, per comprendere quante persone rinuncino alle cure a causa di blocchi del sistema, tempi di attesa e difficoltà organizzative. In cinque minuti di discussione, e dopo che si era preso 8 giorni per poter rispondere meglio, l'assessore di fatto non ha dato nessuna risposta.
La seconda prendeva avvio dal caso di una cittadina con invalidità riconosciuta al 100% che non riceve i promemoria delle prenotazioni sanitarie a causa di un malfunzionamento noto e irrisolto del CUP, e che ha anche dopo la segnalazione specifica ha ricevuto solo risposte automatiche. L’interrogazione chiedeva quali interventi siano stati adottati per risolvere il problema e garantire un accesso equo e inclusivo ai servizi sanitari digitali. In questo caso l'assessore si è decisamente innervosito, dicendo che non riesce a controllare le risposte a tutte le mail: insomma, parla nuovamente di sè stesso invece di spiegare quali strumenti ha intenzione di mettere in atto per salvaguardare le persone che hanno più necessità.
Altra risposta evasiva alla consigliera Cera: a fronte di un taglio nazionale di 140 milioni di euro al Fondo per i farmaci innovativi previsto dalla Legge di Bilancio 2026, ci saremmo aspettate un’assunzione di responsabilità chiara da parte della Regione. Invece abbiamo ricevuto una risposta tecnica, che descrive procedure amministrative già note ma non scioglie il nodo politico centrale: se e come la Regione intenda garantire concretamente ai pazienti piemontesi l’accesso pieno e tempestivo alle terapie innovative nei prossimi anni.
Addirittura senza informazioni e con dati a disposizione risalenti al 2024 la risposta data alla capogruppo Ravinale in merito alle attese per le visite mediche necessarie per ottenere l'idoneità all'adozione.
L'assessore ha condito il tutto con considerazioni di carattere generale sul fatto che le liste d'attesa siano un problema nazionale e addirittura internazionale: peccato che la sanità sia una competenza tutta regionale e che il suo compito sarebbe quello di trovare delle soluzioni, non di venire in aula a lamentarsi come un umarell che guarda i lavori che non vanno avanti.
Giulia Marro
Alice Ravinale
Valentina Cera
Consigliere regionali AVS