CUNEO - Sanità, il piano della Regione per potenziare la medicina territoriale

Le proposte presentate in conferenza stampa da Cirio, Icardi e Fazio: ''Va recuperata l'attenzione mancata in passato''

a.d. 04/12/2020 15:49

Il nostro è un sistema che ha grandi eccellenze per quanto riguarda le strutture ospedaliere, ma allo stesso grandi carenze dal punto di vista della medicina di territorio”. Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio durante la conferenza stampa di oggi, venerdì 4 dicembre, in cui è stato presentato il piano per il potenziamento della medicina territoriale.
 
La proposta di legge è stata illustrata dallo stesso Cirio, dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi e da Ferruccio Fazio, responsabile della “task force” per la riforma della medicina territoriale piemontese. “E’ un programma che prende il via oggi, - ha detto Cirio - e che dovrà essere operativo già da gennaio: un progetto che abbiamo voluto illustrare nei giorni scorsi a tutte le organizzazioni sindacali del settore. Vogliamo che sia un un’iniziativa condivisa e trasversale, per recuperare l’attenzione e la prospettiva che in passato sono mancate. Con una buona medicina del territorio le cure sono più tempestive ed efficaci e i benefici ricadono inevitabilmente sugli ospedali. L’investimento sarà di 12 milioni di euro provenienti dal bilancio regionale”.
 
Altri stanziamenti sono poi stati preannunciati durante la conferenza: 17,3 milioni di euro frutto di un accordo Stato-Regioni per l’acquisto di attrezzature per i medici di base, altri 7 per il potenziamento della telemedicina.
 
Il piano, presentato nel dettaglio da Icardi, prevede l’implementazione della medicina di gruppo (più medici che lavorano nello stesso ambulatorio condividendo personale, sia sanitario che di segreteria, informazioni e cartelle cliniche) e di rete (medici che lavorano in ambulatori distinti, ma condividendo informazioni e cartelle cliniche): l’obiettivo della Regione è portare la quota della medicina di gruppo dal 30 al 40% e quella della medicina di rete dal 40 al 60%. “Vogliamo portare il lavoro di gruppo e rete al 100% di quanto consentito”, ha detto l’assessore: “La mancanza di una rete di assistenza territoriale ha determinato i numeri alti dei ricoveri in Piemonte, a differenza di altre regioni come Veneto ed Emilia Romagna. Per noi non si tratta di una scarsità, ma di vera mancanza, in una situazione aggravata anche dalle caratteristiche anagrafiche della popolazione: in Piemonte per ogni under 15 ci sono due over 65, questo comporta inevitabilmente maggior fabbisogno di cure e pressione sul sistema sanitario”.
 
Contestualmente, tra gli obiettivi della Regione c’è la creazione di un dipartimento dedicato alla medicina territoriale e di “Azienda Zero”, un organismo che diriga e coordini le attività di Asl e Aso: il provvedimento a breve verrà discusso in Commissione e in Aula.
 

A chiudere la conferenza stampa l’intervento dell’ex Ministro Fazio: “Il paziente deve essere gestito sul territorio finché è possibile, sia per la sua qualità di vita, perché è normale che stia meglio a casa, che per i costi che vanno sostenuti in ospedale: vanno evitati i ricoveri impropri. Per raggiungere questo obiettivo serve un sistema strutturato".

Notizie interessanti:

Vedi altro