CUNEO - Sanità, nuovi concorsi ma mobilità bloccata: "Ennesimo paradosso del sistema, così molti rinunciano"

La denuncia del segretario regionale del sindacato Nursing Up Claudio Delli Carri: "Sempre più professionisti costretti a trasferimenti forzati, turni massacranti e distanza dagli affetti"

Redazione 11/02/2026 10:40

La sanità assume senza trattenere, recluta senza valorizzare”. Lo scrive in un comunicato stampa il sindacato regionale Nursing Up, che parla di “ennesimo paradosso del sistema sanitario": “Mentre si bandiscono nuovi concorsi per infermieri e professionisti sanitari, la mobilità resta bloccata o fortemente limitata. Il risultato? Professionisti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, reparti che restano scoperti e una sanità sempre meno attrattiva”. "È una scelta incomprensibile - dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale del sindacato - continuare a fare concorsi senza prima sbloccare seriamente la mobilità. Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano lontano dalle loro famiglie e che vorrebbero rientrare nei propri territori, ma non possono farlo, alimentando un circolo vizioso che non risolve nulla”. Sempre più professionisti sanitari - sostiene Nursing Up - rinunciano o cambiano strada perché “costretti a una vita fatta di trasferimenti forzati, turni massacranti e distanza dagli affetti”. “Così si sacrifica la motivazione - prosegue Delli Carri -. Non si può pretendere qualità dell’assistenza se si trattano gli infermieri e professionisti sanitari come pedine da spostare senza criterio. Questo è uno dei motivi della crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere”. Il sindacato ribadisce la necessità di un cambio di rotta immediato: prima la mobilità, poi i concorsi. “Gli infermieri, ma in generale tutto il personale sanitario, ha bisogno di un piano serio che permetta loro di rientrare a casa e che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario, invece di costringerlo a scegliere tra lavoro e vita privata. La sanità pubblica non si salva con i proclami ma con scelte concrete. - conclude Delli Carri - La prima è proprio rispettare chi ogni giorno manda avanti gli ospedali senza infermieri e professionisti motivati, il sistema semplicemente non regge”.