CUNEO - Scontri a Torino, la solidarietà del Sappe al poliziotto ferito: “Una narrazione giustifica la violenza”

“Ogni manganello che colpisce una divisa trova terreno fertile in chi minimizza, giustifica o tace” dice il sindacato di Polizia Penitenziaria

Redazione 02/02/2026 10:00

Riceviamo e pubblichiamo: Il Sappe (sindacato di Polizia Penitenziaria) di Cuneo esprime piena e totale solidarietà al poliziotto rimasto ferito durante i violenti scontri avvenuti a Torino. Ancora una volta una divisa viene colpita, ancora una volta un servitore dello Stato torna a casa ferito - quando va bene. Sabato si è contato “solo” un ferito. Ma diciamolo chiaramente: se quella martellata fosse finita in testa, oggi staremmo piangendo l’ennesimo ragazzo di 29 anni, un figlio della Nazione. Non è accettabile che sia il caso a decidere chi torna a casa vivo e chi no. Basta frasi di circostanza. Basta ipocrisia. Basta solidarietà a targhe alterne, buona solo per i comunicati ufficiali del giorno dopo. Chi sta in prima linea - Polizia Penitenziaria e le altre forze dell’ordine - sta pagando sulla propria pelle anni di delegittimazione, silenzi istituzionali e una narrazione che giustifica la violenza contro chi rappresenta lo Stato. Ogni manganello che colpisce una divisa trova terreno fertile in chi minimizza, giustifica o tace. Non si può continuare a chiedere sacrifici senza garantire tutele. Non si può pretendere ordine mentre si lascia soli coloro che lo difendono. Non si può parlare di democrazia se chi la protegge rischia la vita nell’indifferenza generale. Il Sappe di Cuneo si stringe al collega ferito e alla sua famiglia, ma pretende risposte immediate, atti concreti e una presa di posizione netta da parte delle istituzioni. Perché la sicurezza di chi garantisce la legalità non può più essere affidata alla fortuna.   I delegati SAPPE Cuneo Ramona Celestino
Mirko Cefaratti
Flavio Bosco
Marco Giuliano
Luca Perretta