MONDOVÌ - Scritte antisemite a Mondovì, condanna unanime da parte delle istituzioni

Il Ministro Fabiana Dadone: 'Gesto che mi fa particolarmente male perchè avvenuto nella mia città'. Sdegno anche da parte del presidente del Consiglio regionale Allasia e del sindaco di Alba Bo

Redazione 24/01/2020 15:42

Continuano le reazioni ai fatti avvenuti nella notte a Mondovì, dove ignoti hanno imbrattato con scritte antisemite la porta dell'abitazione dove risiede Aldo Rolfi, figlio di Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana deportata e sopravvissuta al campo di concentramento di Ravensbruck. Dopo i commenti dei presidenti di Regione e Provincia Alberto Cirio e Federico Borgna e quello della deputata di Borgo San Dalmazzo Chiara Gribaudo, anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, originaria proprio di Mondovì, ha condannato il vile gesto: “Un atto gravissimo, inaccettabile, vergognoso. Un gesto che mi fa particolarmente male, visto che parliamo della mia città. Dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione contro comportamenti che non possono assolutamente essere minimizzati né considerati una semplice bravata. Ne va dei fondamenti del nostro vivere civile, dell'essenza della democrazia che ci ha regalato decenni di pace e benessere”.
 
Per il PD, oltre a Chiara Gribaudo, ha parlato anche il senatore Mino Taricco: "Un grande abbraccio e la mia più sincera vicinanza ad Aldo Rolfi e alla sua famiglia per l’ignobile provocazione di stanotte. Rivedere e rileggere “qui ebrei” ci riporta alla memoria episodi e clima che vorremmo fosse stato definitivamente cancellato da questo mondo. E non riesco ad immaginare cosa possa voler dire per Aldo e i suoi cari. Credo che tutti coloro che hanno a cuore il bene delle nostre comunità dovrebbero condannare con forza e stringersi in un grande abbraccio ideale a Lidia ed a tutti suoi familiari, per dire, e per dirci, che vogliamo un altro Paese e che faremo di tutto perché simili ignobili provocazioni non trovino spazio, e siano affrontL'episodio è stato stigmatizzato anche dall'amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo, che ha diramato un comunicato nel pomeriggio: "Esprimiamo ad Aldo Rolfi, alla sua famiglia e alla comunità di Mondovi solidarietà e vicinanza. Condanniamo con fermezza questo atto ignobile, vile, aberrante e offensivo non solo verso la comunità ebraica ma verso tutti coloro che si impegnano ogni giorno per ricordare e mantenere viva la memoria collettiva affinché questi fatti non si ripetano più. Ci sono momenti in cui ognuno di noi è chiamato ad esserci e a dire da che parte stare, per dare futuro alla memoria, per non rendere vane le tragedie vissute dai deportati, perché davvero 'se comprendere è impossibile, conoscere è necessario', così come diceva Primo Levi". Borgo San Dalmazzo che invita tutti a partecipare alla Marcia dei lumini che si terrà domenica 26 gennaio alle ore 17.30 da Piazza Don Viale al Memoriale della Deportazione.  "Insieme ai ragazzi delle nostre scuole leggeremo i nomi di coloro che sono partiti dalla nostra città verso i campi di concentramento - afferma il Sindaco Beretta - e insieme diremo con forza no alla violenza, al razzismo e all'odio che vediamo crescere di giorno in giorno.  Mi auguro che saremo in tanti, Amministratori, Associazioni e società civile: ricordando i "nostri ebrei" manderemo un messaggio forte di solidarietà, libertà e desiderio di pace".ate con l’energia che la gravità richiede. Tutti insieme dobbiamo bandire la paura e la rassegnazione l’ignavia. Rimane lo sconcerto e l’amarezza".
 
Il deputato della Lega Flavio Gastaldi ha affidato le sue dichiarazioni ad una nota: "Ferma condanna per il vile gesto antisemita scoperto questa mattina a Mondovì sulla porta dell'abitazione di Aldo Rolfi. Da parlamentare, ma soprattutto da sindaco di Genola, medaglia d'argento al valor civile e sede della scuola elementare tutt'oggi intitolata a Lidia Beccaria Rolfi, sono indignato. Quanto accaduto offende gravemente tutta la comunità di Genola, da sempre profondamente legata alla famiglia Rolfi. Questi nuovi rigurgiti di antisemitismo vanno bloccati sul nascere. Auspico che i responsabili vengano presto individuati e che vengano loro inflitte pene esemplari. Le basi della convivenza civile e democratica non possono essere messe in discussione".
 
Per conto di Fratelli d'Italia parla il dirigente provinciale Denis Scotti: "Innanzitutto condanniamo decisamente l'atto inconsulto e fanatico compiuto alla famiglia Rolfi alla quale va la nostra solidarietà. Da sempre autori di simili infami gesti sono lontani dalla nostra area politica. I problemi del nostro Paese sono altri e poco ci interessa chi fa distinzioni tra religioni diverse. Un gesto come questo non deve avere alcuna strumentalizzazione ma solo condanne da parte di tutti". 
 
Condanna anche da parte di Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale del Piemonte e del Comitato Resistenza e Costituzione: “Esprimo profondo sdegno, mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili di questo ignobile gesto, che condanno con forza. Quelle scritte antisemite sono una vergogna e un'offesa a tutti piemontesi ed esprimo, a tal proposito, vicinanza e solidarietà verso la comunità ebraica. È inaccettabile che gesti del genere, tra l’altro a pochi giorni dal 75° anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rievochino il razzismo antisemita per il quale si può solo provare vergogna".
 
Anche il sindaco di Alba, Carlo Bo, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia Rolfi: “Un simile gesto mi rattrista molto perché dimostra che non dobbiamo mai abbassare la guardia nella difesa dei diritti che evidentemente non sono ancora patrimonio riconosciuto da tutti, come crediamo. Lidia Beccaria Riolfi, come la Senatrice Liliana Segre che ci ha onorati della sua presenza nella nostra città, dopo aver vissuto esperienze personali terribili, si sono assunte l’onere della testimonianza per metterci in guardia dalle aberrazioni che il razzismo può generare. Il loro impegno deve essere un monito per tutti noi a mantenere vivo il ricordo per garantire che ciò non si ripeta mai più. La migliore risposta che possiamo dare è partecipare con unità alle imminenti celebrazioni della Giornata della Memoria, affermando con convinzione: qui non c’è un antisemita”.
 
Sulla stessa lunghezza d'onda Marco Gallo, sindaco di Busca: "È veramente difficile commentare un gesto così ignobile. Oggi più che mai è necessario ribadire e difendere i valori di libertà e democrazia in una provincia come la nostra decorata con la medaglia d’oro al valore civile. È indispensabile per tenere lontani pericolosi rigurgiti di un passato non troppo lontano".
 
L'episodio è stato stigmatizzato anche dall'amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo, che ha diramato un comunicato nel pomeriggio: "Esprimiamo ad Aldo Rolfi, alla sua famiglia e alla comunità di Mondovi solidarietà e vicinanza. Condanniamo con fermezza questo atto ignobile, vile, aberrante e offensivo non solo verso la comunità ebraica ma verso tutti coloro che si impegnano ogni giorno per ricordare e mantenere viva la memoria collettiva affinché questi fatti non si ripetano più. Ci sono momenti in cui ognuno di noi è chiamato ad esserci e a dire da che parte stare, per dare futuro alla memoria, per non rendere vane le tragedie vissute dai deportati, perché davvero 'se comprendere è impossibile, conoscere è necessario', così come diceva Primo Levi". 
 
"Gesto frutto di menti ignoranti e vigliacche. - scrivono in un comunicato congiunto le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil - Ignoranti, perché ignorano che Lidia fu una deportata politica che sostenne a caro prezzo la sua battaglia di libertà, pagata con la deportazione nel campo di concentramento di Ravensbruck, contrariamente agli autori delle scritte antisemite, che vigliaccamente hanno scelto di agire nel buio e nell'anonimato. A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, è triste vedere che anche nella nostra Provincia, Medaglia d'oro al valor civile dimostrato durante la Guerra di Liberazione dai nazi-fascisti, riprenda corpo una tendenza all'odio ed alla violenza già viste negli anni più bui della nostra storia".
 
Scrive il Comitato "Duccio Galimberti": "Si tratta di una reazione intimidatoria a un articolo in cui Aldo, con l'avvicinarsi della Giornata della Memoria, ha voluto ricordare la madre, dicendo che oggi, “insieme alla memoria, cresce l’antisemitismo”. La famiglia Rolfi non è di origine ebraica: nel campo di concentramento di Ravensbrück Lidia era una deportata politica. Compiere un gesto antisemita per colpire la sua memoria pare una scelta strategica: quella scritta mette insieme odio razziale e politico, nel tentativo di costruire un nemico. Come Comitato “Duccio Galimberti”, ribadiamo quanto già è stato detto dal Sindaco di Cuneo, nonché Presidente del Comitato: esprimiamo piena solidarietà ad Aldo Rolfi e a chi si sente minacciato da questo orribile gesto, nonché la ferma condanna tanto del fatto in sé, quanto del contesto storico, politico e culturale che lo legittima. L’impegno del Comitato è a far sì che questa legittimazione venga meno. Invitiamo chi è coinvolto nelle prossime iniziative della Giornata delle Memoria – quelle didattiche e quelle rivolte alla cittadinanza – a sollecitare nel pubblico una riflessione sull’accaduto".
 
 
 
 
 

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