CUNEO - Se il marciapiede è una “savana”: a Cuneo si discute di erba alta

Tre interpellanze sul verde “in eccesso” nell’ultimo Consiglio comunale. L’amministrazione lancia un appello: “Servono più volontari sull’altipiano”

Andrea Cascioli 21/06/2026 16:20

“L’erba è alta ormai lo so” cantava molti anni fa il grande Lucio Battisti. Lo sa anche il Comune di Cuneo, che tuttavia deve fare i conti con una serie di difficoltà quando si parla di erbacce: la scarsa disponibilità di giardinieri (molti lavori vengono affidati a ditte esterne) e anche i vincoli di legge che la normativa nazionale ha posto, negli ultimi anni, all’utilizzo indiscriminato di erbicidi. Tanto che a volte ci si trova a fare appello alle virtù civiche, come è accaduto nell’ultimo Consiglio comunale da parte dell’assessore al Verde pubblico Gianfranco Demichelis: “La maggior parte dei volontari del verde sono frazionisti, sulla città ad oggi non abbiamo comitati costituiti”. Pronta è arrivata dall’opposizione la replica di Noemi Mallone (Fratelli d’Italia): “Mi sembra paradossale che in una città capoluogo di provincia dobbiamo ringraziare i volontari del verde”. E di verde - e volontariato - si è parlato in ben tre diverse interpellanze, una delle quali ad opera della stessa Mallone che segnalava nel quartiere Donatello “il mancato sfalcio e la scarsa manutenzione delle aree verdi”, ormai tale da creare “problemi igienico-sanitari a fronte della presenza di roditori”. Gli sfalci, ha ricordato l’assessore, sono iniziati il 5 maggio nei vari quartieri della città e ripresi dal 13 dello stesso mese dopo un periodo di forti piogge. Rispondendo a una critica di Paolo Armellini (Indipendenti) - centrata sul fatto che il parco Parri “dovrebbe essere protetto e portato all’onor del mondo, non dello Spazzamondo” - l’assessore ha anche precisato che “Spazzamondo non è stato fatto al parco Parri perché era più sporco ma perché quest’anno piazza Galimberti era occupata dal mercato europeo”. “Il verde non deve essere curato in ogni aspetto e ogni particolare” osserva invece Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), facendo presente che “alcune aree devono essere lasciate con l’erba alta e i fiori per permettere l’impollinazione”. Sul punto non concorda il forzista Franco Civallero: “Sul viale Angeli a partire dal Rondò e fino al monumento del parco della Resistenza c’è l’erba alta così. In montagna è perfino piacevole vederla, caro Bongiovanni, ma se le aiuole vengono curate è meglio”. Sul tema erba alta ed erbicidi vertevano le interpellanze di Flavia Barbano (Centro per Cuneo) e Luciana Toselli (Cuneo per i Beni Comuni), presentate da due punti di vista differenti. Più critico verso il mancato impiego di misure di contrasto quello della centrista: “In questi anni la gestione della pulizia dei marciapiedi per l’eliminazione delle erbe infestanti ha subito un drastico peggioramento, in quanto non si possono più usare diserbanti chimici. L’approccio meccanico non è sufficiente, sarebbe interessante unire le due cose: tagliare manualmente e poi intervenire con prodotti fitosanitari autorizzati”. L’ex candidata sindaca della sinistra civica ha invece lanciato un’allerta riguardo al persistente impiego del glifosate: “Mi sono preoccupata perché alcuni cittadini hanno visto che nei lavori in corso, nella zona del cimitero, venivano utilizzate sostanze in sacche con la scritta glifosato. Non era stato bandito?”. Sul punto ha fatto chiarezza l’assessore: “È vietato solo nelle aree più sensibili: aree scolastiche, parchi, giardini e strutture sanitarie. Nelle aree cimiteriali il glifosato lo utilizziamo, intervenire col decespugliatore in aree ghiaiose è quasi improponibile”. “Oggi - sottolinea ancora Demichelis - gestiamo in house la questione del diserbo, con la nostra gestione riusciamo a garantire due o anche tre passaggi all’anno di contenimento degli infestanti: il CEC ne faceva solo uno o due”.