CUNEO - Secondo Coldiretti a Pasqua si stima un aumento della spesa del 20%

L'associazione di categoria: "Non si compensano le perdite della ristorazione con chiusure a singhiozzo"

Redazione 29/03/2021 14:42

 
Senza la possibilità di fare shopping, i ristoranti chiusi e con la prospettiva della Pasqua blindata a cucinare a casa, gli italiani nel weekend hanno preso d’assalto supermercati, negozi alimentari e mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si stima un aumento della spesa in media del 20% lungo la Penisola, rispetto alla scorsa settimana. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia la tendenza degli italiani a cogliere una delle poche occasioni per uscire di casa nel fine settimana per fare scorte di prodotti alimentari per la Settimana Santa con lo scattare fino a Pasquetta delle misure più restrittive per contenere i contagi.
 
“Abbiamo registrato anche in Piemonte un aumento dell’affluenza presso i nostri mercati di Campagna Amica in vista della Pasqua in lockdown in cui le 25 mila strutture ristorative del Piemonte dovranno rimanere chiuse con un effetto a valanga sul comparto della ristorazione visto che i principali prodotti, simbolo del Made in Piemonte, dalla carne al vino, sai salumi e formaggi fino all’ortofrutta, trovavano sbocco proprio nei ristoranti, agriturismi e bar – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. Ad essere maggiormente richiesti sugli scaffali sono i prodotti di base della dieta mediterranea come frutta e verdura ma anche pasta, riso, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa, secondo il monitoraggio della Coldiretti. Le vere star del carrello, in questo momento, sono le uova, ingrediente principale di diverse preparazioni del momento. L’aumento della spesa alimentare delle famiglie – continuano Moncalvo e Rivarossa - non compensa, però, la pesante perdita subita dalle aperture a singhiozzo della ristorazione e dal crollo del turismo che hanno causato nel solo 2020 una perdita complessiva, a livello nazionale, di fatturato di 11,5 miliardi per le mancate vendite di cibo e bevande. I nostri agriturismi, in vista della Pasqua, si sono organizzati con menù da asporto o da consegnare direttamente  a domicilio per mantenere il più possibile le tradizioni tipiche dei territori e portare comunque sulle tavole piemontesi il meglio dei piatti pasquali”.

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