CUNEO - Sicurezza alimentare, Coldiretti Cuneo: "Un allarme alimentare al giorno"

In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare l'organizzazione denuncia i rischi delle importazioni e punta su origine in etichetta e tutela del Made in Italy

Redazione 08/06/2026 07:34

"Un allarme alimentare al giorno causato da cibo straniero importato": è questa la denuncia di Coldiretti Cuneo in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, celebrata ogni anno il 7 giugno e istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui rischi di origine alimentare. Nel 2025 sono già stati segnalati diversi episodi preoccupanti: arachidi cinesi contaminate da aflatossine cancerogene oltre i limiti, arance egiziane con residui di Chlorpropham (pesticida bandito nell’UE dal 2020), oltre a pistacchi, pollo, pesce e altri prodotti abitualmente consumati. Secondo l’OMS, ogni anno 600 milioni di persone si ammalano nel mondo a causa di alimenti contaminati. Durante la giornata conclusiva della manifestazione Piazza Coldiretti a Cuneo, l’organizzazione richiama la necessità di garantire ai cittadini cibo sicuro, controllato e trasparente, partendo dall’etichettatura obbligatoria dell’origine su tutti gli alimenti. Una battaglia che Coldiretti porta avanti anche tramite iniziative di mobilitazione, come la recente partecipazione al presidio al Brennero per denunciare le importazioni sleali di prodotti stranieri spacciati per italiani o ottenuti con regole meno stringenti rispetto a quelle imposte alle imprese agricole nazionali. La mobilitazione avviata da Coldiretti Cuneo ha visto oltre due terzi dei Comuni della provincia – tra cui le cosiddette “8 sorelle” (Alba, Bra, Ceva, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano) – approvare una delibera che chiede modifiche al Codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari, a difesa del vero Made in Italy. Al centro della proposta vi è il superamento delle distorsioni del principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che permette oggi a prodotti esteri lavorati in Italia di essere venduti come Made in Italy, generando confusione nei consumatori e penalizzando le imprese italiane. "Il consumatore deve poter sapere sempre cosa porta in tavola e da dove arriva il cibo che acquista – dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo –. La sicurezza alimentare passa dai controlli, dalla trasparenza e dalla difesa del vero Made in Italy, che resta una garanzia per cittadini e aziende agricole". Secondo il rapporto Efsa 2025, i prodotti agroalimentari stranieri con residui chimici irregolari rappresentano il 5,6%, contro lo 0,7% di quelli italiani. Per questo Coldiretti chiede reciprocità nelle importazioni dai Paesi che non seguono le norme UE su sicurezza, ambiente e diritti dei lavoratori. "Non possiamo accettare che entrino sul mercato prodotti ottenuti con standard diversi da quelli richiesti alle nostre imprese – aggiunge il direttore Francesco Goffredo –. Servono regole uguali per tutti e l’obbligo di indicare l’origine degli ingredienti su tutti i prodotti alimentari venduti nell’Unione Europea".