Si è svolto ieri pomeriggio a Cuneo il presidio promosso dalle organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini, insieme a Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo era riportare al centro del dibattito pubblico il tema del diritto all'abitare e le criticità del Piano Casa presentato dal Governo. L'iniziativa è nata - spiegano i promotori - per "costruire un momento di confronto che coinvolgesse soggetti
diversi, nella convinzione che la questione abitativa non possa essere affrontata esclusivamente come un problema di politiche per la casa, ma rappresenti un tema che intreccia lavoro, welfare, inclusione sociale e sviluppo dei territori".
Accanto ai rappresentanti delle organizzazioni promotrici hanno partecipato amministratori locali, consiglieri regionali, rappresentanti del mondo del lavoro, della cooperazione sociale e dell'associazionismo. In particolare, erano presenti, tra gli altri, l'assessora del Comune di Cuneo Paola Olivero, l'assessora del Comune di Savigliano Anna Giordano, l'assessora del Comune di Borgo San Dalmazzo Michela Galvagno, i consiglieri regionali Giulia Marro e Mauro Calderoni e il Dirigente Tecnico di ATC Piemonte Sud Arch. Cipollina.
Gli interventi hanno restituito prospettive differenti ma convergenti nel mettere in evidenza come il disagio abitativo assuma oggi molteplici forme: riguarda i lavoratori con redditi insufficienti o contratti precari, i giovani che faticano a raggiungere l'autonomia, gli anziani, le famiglie in difficoltà economica, le persone straniere che incontrano discriminazioni nell'accesso alla casa e, più in generale, tutti coloro che non riescono a trovare un'abitazione dignitosa a costi sostenibili. Nel corso del presidio i sindacati degli inquilini hanno ribadito la propria valutazione critica sul Piano Casa, giudicato inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale. In particolare, è stata evidenziata l'assenza di una strategia complessiva di rilancio dell'edilizia residenziale pubblica, la mancanza di adeguati investimenti per incrementare l'offerta di alloggi sociali e il mancato rafforzamento degli strumenti di sostegno alle famiglie in affitto. Per le organizzazioni promotrici, il presidio rappresenta l'avvio di un percorso di confronto che intende continuare anche nei prossimi mesi, nella convinzione che il diritto alla casa debba tornare a occupare un ruolo centrale nell'agenda politica nazionale e locale.