“Domenica ventisei aprile mia mamma, orfana di guerra, ha espresso il desiderio di andare a visitare il monumento dei caduti della seconda guerra mondiale, ai giardini Fresia a Cuneo per leggervi il nome di suo padre e di mio nonno”. Comincia così la lettera che un lettore della nostra testata, Francesco Nofilo, ha inviato per sollecitare un intervento a tutela del monumento ai caduti. Edificato nel 1922, il monumento è sormontato da una scultura in bronzo di Giovan Battista Alloati che nel 1932 venne fusa per scopi bellici. Nel dopoguerra una nuova copia venne ricollocata al suo posto, insieme a una nuova incisione sul basamento che oltre ai nomi di 250 caduti della Grande Guerra riporta quelli di 482 caduti della seconda guerra mondiale e, negli spazi laterali dei due cubi, di 35 deportati e internati, 39 civili e 90 partigiani. “Un monumento posto a testimonianza dell’estremo sacrificio di uomini, ragazzi, soldati caduti nell'adempimento del loro dovere, chiamati in difesa della Patria. - ricorda il lettore - Termini e valori che al giorno d’oggi hanno perso quel significato intrinseco di onore e valore, che comunque sempre dovrebbe avere”. Il monumento, aggiunge, è stato da lui “trovato sporco di guano di uccelli, con una rottura laterale dalla parte di dietro, del pannello di sinistra, i nomi dei soldati che si leggono a fatica, ormai sbiaditi, come sbiadito mi sembra sia il ricordo del loro sacrificio”. Il contesto non è migliore, aggiunge l’autore della missiva: “Le aiuole trasandate, ragazzini che bevono birra e lasciano le bottiglie buttate per terra, che sputano, come ormai sembra essere di moda fare, che ti guardano con sfida quando li redarguisci. Insomma, mi chiedo come, una città medaglia d'oro alla resistenza come è Cuneo, permetta una conservazione così vergognosa di un monumento ai suoi soldati caduti”. Si era tornati a parlarne non più tardi di due settimane fa, quando in municipio è stato presentato l’intervento di riqualificazione dei giardini Fresia. A una suggestione del presidente di Pro Natura Domenico Sanino, in merito a una possibile ricollocazione del monumento, ha replicato la progettista Roberta Filippini ricordando che si tratta di un bene vincolato, oltre che di un pezzo di memoria storica: “Il monumento lo abbiamo studiato molto, da vincolo della Soprintendenza rimarrà lì. Crediamo sia importante mantenerlo per la città, anche perché crea una scenografia”. “Il monumento fa parte della storia di questi giardini” ha aggiunto il presidente del memoriale della Divisione Cuneense Aldo Meinero, sollecitandone un restauro: “Da anni chiediamo che venga restaurato e pulito, quantomeno nei nomi. Se vogliamo parlare di memoria dovremmo ripartire da questo pezzo di storia che lega la città di Cuneo”.