CUNEO - Spostamenti e negozi, cosa cambia con il passaggio alla zona arancione

Già oggi potrebbe diventare ufficiale il ‘cambio colore’, valido a partire dai primi giorni dicembre

Samuele Mattio 27/11/2020 10:14

 
Orange is the new red. A sentire il presidente della Regione Alberto Cirio, la possibilità che il Piemonte diventi zona arancione dal prossimo dicembre (si parla di martedì 1 o di giovedì 3) è sempre più concreta e potrebbe diventare ufficiale già nella giornata di oggi, venerdì 27. I dati sulla situazione epidemiologica mostrano un lieve ma costante miglioramento, con l'indice di contagio Rt tornato sotto 1. 
 
Se così fosse alcune delle regole che sono state in vigore dallo scorso 6 novembre, quando un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha inserito il Piemonte nella zona rossa, cambieranno. Tra i vari aspetti che impatteranno di più sulla vita dei piemontesi, uno dei più significativi riguarda gli spostamenti.
 
Gli spostamenti all'interno del comune
 
Nelle zone rosse è proibito spostarsi anche all'interno del proprio comune, a qualsiasi orario: si può uscire da casa solo per comprovate esigenze di studio o lavoro, necessità o salute. Nel caso in cui il Piemonte dovesse diventare zona arancione, invece, ci sarà un allentamento. Sarà consentito muoversi liberamente all'interno del Comune di residenza. Gli spostamenti saranno possibili solo nel rispetto del coprifuoco nazionale, che resta in vigore dalle 22 fino alle 5 del mattino seguente. Nella finestra diurna sarà possibile fare sport e passeggiate (sempre entro i confini del proprio Comune), rispettando il distanziamento ed evitando assembramenti. 
 
Apertura anche alla possibilità di andare a trovare i parenti, anche se resta la “raccomandazione” di evitare di accogliere in casa persone non conviventi. Per spostarsi dalle 22 alle 5 del mattino bisognerà invece produrre, in caso di controllo, un'autocertificazione che giustifichi uno dei motivi (i soliti necessità, salute, studio o lavoro) per cui si è stati costretti a spostarsi.
 
Nella zona arancione restano vietati gli spostamenti verso altri comuni diversi da quello di residenza o domicilio. Per farlo è necessario avere una comprovata esigenza, dimostrabile con autocertificazione, ma già in zona rossa la Prefettura di Cuneo ha dimostrato una certa tollerabilità nei confronti di chi si è spostato per andare in un comune “contiguo” in mancanza di punti vendita rispondenti alle proprie esigenze nel territorio del proprio Comune, ma anche verso chi, pur avendo a disposizione attività vicino casa, si spostava alla ricerca di servizi più convenienti economicamente.
 
“Il fine - si legge nel documento firmato dal Prefetto Triolo lo scorso martedì 17 novembre - è assicurare in concretezza pari opportunità e motivati margini di scelta, sebbene sempre in un ragionevole ambito di contiguità territoriale”. Non rientra invece tra le comprovate motivazioni il “rapporto fiduciario” con il titolare dell’esercizio: “Consentire gli spostamenti su questa base senza il vincolo di ragionevole contiguità territoriale potrebbe determinare l’elusione del dettato normativo”.
 
L'obbligo previsto nelle zone rosse di non spostarsi in un'altra Regione se non per comprovate esigenze lavorative, di necessità e di lavoro rimane valido anche per le zone arancioni. Dal Piemonte "arancione" non ci si potrà dunque recare in altre regioni, a meno che non ci siano ragioni di necessità, lavorative o di emergenza. Per quanto riguarda le seconde case, se si trovano nello stesso comune di residenza le si potrà raggiungere senza limitazioni nell'orario compreso tra le 5 e le 22. Se si trovano invece in un comune diverso ci si potrà recare solo in caso di necessità o per rimediare a situazioni di emergenza, sempre con un'autocertificazione e sempre per il tempo necessario a risolvere la questione. Resta garantita la possibilità di tornare al proprio domicilio, abitazione o residenza.
 
I negozi che riaprono
 
In zona arancione riaprono tutti i negozi al dettaglio, compresi i centri estetici, mentre i centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi (ad eccezione dei negozi di generi alimentari e farmacie).Via libera ai mercati non alimentari.
 
Bar, ristoranti, pub, pasticcerie e gelaterie restano chiusi, a loro è consentito il servizio da asporto e la consegna a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali.
 
Restano con le serrande abbassate anche in zona arancione i musei e le mostre. Sempre sospese poi le attività delle sale da gioco, delle sale scommesse, dei bingo e slot machine. Come già deciso nel precedente Dpcm, restano infine chiuse palestre, piscine, teatri e cinema. Nessun cambiamento rispetto alla zona rossa per i trasporti. Per per la scuola le medie dovrebbero tornare in presenza, mentre le superiori restare in dad, ma si attendono precisazioni nelle prossime ore.

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