CUNEO - Stati Generali della Meccanica, 115 imprese “in tour” negli stabilimenti all’avanguardia

All’evento finale in Confindustria Cuneo ha partecipato il presidente di Federmeccanica: “C’è un problema di manodopera, apriamoci a mondo femminile e immigrazione”

Andrea Cascioli 22/11/2023 17:15

Si è chiusa con un “sold out” nella sede cuneese di Confindustria l’edizione 2023 degli Stati Generali della Meccanica, l’appuntamento itinerante che ha visto protagoniste cinque grandi aziende del settore in provincia. Da marzo a ottobre, la Sezione Meccanica dell’associazione industriale ha coinvolto 115 imprese associate nelle visite alla braidese Rolfo, all’albese Gai Imbottigliatrici, alla cuneese Bottero, alla monregalese Manitowoc Crane Group e alla saluzzese Giletta-Bucher Municipal. Al centro delle diverse tappe i temi che animano le quotidiane sfide aziendali, alle prese con transizione digitale, transizione ecologica, internazionalizzazione, risorse umane e sicurezza.
 
Un ecosistema, quello della metalmeccanica cuneese, che impiega complessivamente 25.200 addetti in 1700 imprese. Fanno parte della Sezione Meccanica di Confindustria Cuneo 268 aziende, con relativi 17.621 addetti, pari al 70% del personale metalmeccanico della provincia. Un giro d’affari in crescita: nei primi sei mesi del 2023, l’export metalmeccanica ha superato i 2 miliardi di euro, segnando un +8% a confronto con lo stesso periodo 2022. Nel 2022 l’export del comparto si è attestato sui 3,7 miliardi, il 39% dell’export manifatturiero. Nel primo semestre 2023, nella Granda performano meglio della media italiana la meccanica strumentale (+11,7%) e mezzi di trasporto (+10,1%) mentre frena l’export di prodotti della metallurgia (-13,3%). “Il comparto provinciale - ha osservato il presidente provinciale Marco Costamagna - ha mantenuto una tendenza seppur lieve di crescita nel 2023, grazie soprattutto all’export. Nel quarto trimestre intravediamo segnali di rallentamento che speriamo siano solo temporanei”.
 
“Siamo secondi in Europa come manifattura ma spesso non valorizziamo a dovere questa eccellenza” ha esordito Federico Visentin, presidente Federmeccanica, in collegamento con la sala. Al centro della sua riflessione, il tema della mancanza di manodopera: “C'è il problema di trovare le persone, prima ancora che formarle. Per questo occorre aprirsi ai flussi immigratori e al mondo femminile”. La produttività, avverte Visentin, non è legata solo al costo del lavoro: “Sul tema dei costi il governo si è mosso, ma siamo rimasti delusi per come l’ha fatto: si sono riconfermate le condizioni dell’anno scorso, ma senza dare niente di più. Un piccolo ritocco sul fisco impatterà poco sui nostri lavoratori, in un settore dove non si pone il tema del salario minimo: soprattutto lo hanno fatto a tempo, quindi a fine anno saremo ancora a discuterne”.
 
C’è una questione dimensionale per quanto riguarda il settore della meccanica (“dobbiamo auspicare la creazione di aziende più strutturate, oltre che più grandi. Il 90% delle nostre imprese ha meno di dieci dipendenti”) e anche una che tocca la comunicazione, aggiunge il dirigente confindustriale: “Noi siamo molto orgogliosi di quello che facciamo, ma ne sanno molto poco quelli che dovrebbero entrare nel settore, a partire dai talenti che vorremmo attrarre e il mondo femminile. Dobbiamo saper raccontare meglio”. In riferimento al rinnovo dei contratti, l’auspicio del leader degli industriali meccanici è che il dibattito non si riduca alla contesa sugli aumenti: “I sindacati stanno affilando le armi solo su quel punto. Credo sia un far marcia indietro rispetto all’approccio degli ultimi due rinnovi, dove abbiamo capito che non è solamente lo stipendio a fare la differenza, ma la possibilità di offrire, per esempio, l’assistenza sanitaria a tutto il nucleo familiare”.
 
Sul palco, dopo il messaggio di Alessandro Fantino, responsabile relazioni sindacali e industriali Confindustria Cuneo, si sono poi alternati Franco Fenoglio, general advisor Rolfo, Stefano Franchi, direttore Federmeccanica, Mauro Clara, talent manager Ferrero Spa, Giulia Manassero, direttore Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, Dario D’Elia, giornalista Wired, e Virginia Benzi, ambassador Generazione Stem.
 
“Oggi è stata l’occasione per alzare lo sguardo che solitamente è concentrato sul driver prodotto/mercato - ha dichiarato Giuliana Cirio, direttore generale di Confindustria Cuneo -, per condividere riflessioni sul nuovo modo di fare impresa meccanica in una fase di transizione impegnativa, che riguarda la gestione delle risorse umane, la digitalizzazione, i nuovi modelli virtuosi di filiera e le diverse strategie per attrarre i talenti. Ne usciamo tutti più consapevoli e forti del nostro ruolo”.

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