CUNEO - Su quasi due milioni stanziati dalla Regione per il volontariato solo 70 mila arriveranno in provincia di Cuneo

Finanziata l'Unitre Langhe e Roero e il progetto 'Inter Aequalis: insieme andiamo a vivere da soli'. Il capoluogo resta a bocca asciutta

s.m. 08/10/2019 13:12

Ammontano complessivamente a 1.992.640 euro le risorse stanziate dalla Regione Piemonte per finanziare i progetti presentati dalle organizzazioni volontariato e dalle associazioni di promozione sociale piemontesi, in risposta all'apposito bando emanato per l'anno 2019. La graduatoria approvata nei giorni scorsi prevede il finanziamento di 82 progetti (60 provenienti da organizzazioni di volontariato e 22 da associazioni di promozione sociale), pervenuti al settore "Politiche per le famiglie, minori, giovani e sostegno alle fragilità sociali" della Direzione Coesione Sociale della Regione Piemonte e risultati in linea con i requisiti richiesti.
 
I progetti, finanziati attingendo alle risorse del Fondo nazionale per il Terzo Settore, hanno rilevanza locale ed interessano tutte le province piemontesi, anche se sono solo due le associazioni della Granda che hanno avuto un contributo. 'Da Zero a 100' di Bra ha visto soddisfatta la propria richiesta di 36 mila euro per il progetto “Unitre Langhe e Roero”, l'università popolare e della terza età per prevenzione e contrasto del disagio sociale degli anziani over 65. Medesima sorte per “Lucio Grillo” di Alba che per il progetto “Inter aequalis: insieme andiamo a vivere da soli” ha ricevuto 35.478 euro. Niente soldi nel capoluogo e nelle altre quattro sorelle: in provincia di Cuneo sono finiti poco più di 70 mila euro su quasi due milioni di euro stanziati. 
 
"Il terzo settore deve proseguire nella sua opera di sostegno alle fasce deboli – ha dichiarato l'assessore regionale alle Politiche Sociali, Chiara Caucino - garantendo quegli interventi sussidiari che il sistema dei servizi pubblici non riesce a fornire. Con questi finanziamenti si sostengono progetti in piena linea con le azioni dei programmi regionali d'intervento, privilegiando quelli che permettono una loro replicabilità e sostenibilità negli anni futuri". "Andremo poi sui territori - prosegue Caucino - per confrontarci con gli enti del terzo settore e per verificare concretamente gli interventi realizzati; solo così riusciremo a capire come riorientare la nuova stagione di programmazione per il 2020". Un suggerimento? Orientarla verso la Bisalta.


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