CUNEO - Sulle Alpi dodici morti in una settimana, il Soccorso Alpino: "Quando il dubbio è alto, meglio rinunciare"

L'appello alla prudenza dopo i numerosi incidenti dei giorni scorsi: "Attendere condizioni migliori fa la differenza"

a.d. 10/02/2026 09:40

"Quando il dubbio è alto, rinunciare non è una scelta, ma la scelta”. È eloquente il messaggio che arriva dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, seguite da un deciso rialzo delle temperature, hanno creato in quota condizioni di notevole pericolo.  “Negli ultimi sette giorni dodici persone hanno perso la vita sulle nostre Alpi, undici delle quali travolte da valanghe. Un bilancio drammatico che ci ricorda quanto l’attuale situazione nivologica sia critica e insidiosa”, spiegano dal Soccorso Alpino. Il problema principale? Strati deboli persistenti nel manto nevoso, spesso coperti da neve fresca o ventata: condizioni che rendono i distacchi imprevedibili e facilmente innescabili anche dal passaggio di un solo sciatore o alpinista. I punti pericolosi sono molti e difficili da individuare, anche per chi è esperto. Dal Corpo arriva quindi un appello alla prudenza rivolto ad escursionisti e scialpinisti: “Studia integralmente il bollettino valanghe prima di uscire; scegli itinerari conservativi, evitando pendii ripidi ed esposti; valuta il percorso nella sua interezza; porta sempre con te ARTVA, pala e sonda (e sii sicuro di saper utilizzare questi strumenti)”. In situazioni di incertezza, per riprendere l’invito citato in apertura, rinunciare non deve essere un’opzione, ma l’unica scelta ragionevole: “Attendere condizioni migliori fa la differenza”. Sull’arco alpino cuneese attualmente il rischio valanghe resta a livello 3 (su una scala di 5), classificato come “marcato”.