CUNEO - Taser in corso Giolitti, Marro: "Il mio non era un attacco ai Carabinieri"

La consigliera regionale torna sul caso della scorsa settimana: "Serve una società che previene, accompagna e non arriva sempre troppo tardi"

Giulia Marro

Redazione 17/06/2026 12:14

A una settimana di distanza dalla pubblicazione del discusso video, Giulia Marro è tornata ad intervenire nel dibattito sul “caso” di corso Giolitti, dove Carabinieri e Polizia locale hanno fermato una donna in stato di alterazione, placata da un militare dell’Arma con l’utilizzo del taser. Quelli della consigliera regionale di AVS, che conosce da vicino la realtà della zona, erano stati tra gli interventi più discussi sui social: “Ho letto molti commenti che attribuivano alla mia posizione un attacco ai carabinieri intervenuti. Non è così”, chiarisce Marro. “Ho visto con i miei occhi una situazione molto pesante, difficile, segnata da evidente disagio. - si legge in un post pubblicato sui social - Il punto non è prendersela con chi è intervenuto in quel momento e con gli strumenti che lo Stato gli mette in mano. Il punto è politico: vogliamo davvero che davanti alla fragilità, alla sofferenza, alla marginalità, l’unica risposta sia l’ordine pubblico? A me il taser non piace. Non mi piace che venga normalizzato”. “Il taser è uno strumento di tortura e non ha risolto niente: la stessa donna nei giorni successivi era nello stesso bar”, ha aggiunto Marro nel video allegato al citato post.  “Ma il problema - prosegue il post - non sono i singoli operatori delle forze dell’ordine: il problema è una politica che consegna loro strumenti sempre più coercitivi e poi li lascia soli a gestire situazioni che avrebbero bisogno di prevenzione, servizi sociali, salute mentale, presa in carico, mediazione. Se i servizi vengono indeboliti, se i Comuni sono lasciati soli, se il disagio viene intercettato solo quando esplode, alla fine arrivano sempre loro: Carabinieri, Polizia, divise. E questo non è giusto per nessuno. Non lo è per le persone fragili. Non lo è per le comunità. Non lo è nemmeno per le forze dell’ordine. In un tempo in cui i social ci spingono a leggere tutto in modo veloce, aggressivo e polarizzato, credo sia importante provare a rimettere al centro le sfumature. Non è 'contro i carabinieri’. È contro una politica che riduce tutto a emergenza. È per una società che previene, accompagna e non arriva sempre troppo tardi”.