Non ha tardato a suscitare reazioni il video pubblicato da Cuneodice sull’intervento con il taser effettuato in corso Giolitti giovedì scorso. Nel filmato, registrato a Cuneo da un passante e diffuso sul social TikTok, si vede una donna in stato di agitazione urlare e spintonare due carabinieri intervenuti per calmarla: in mano avrebbe avuto un coccio di bottiglia. La donna è una pregiudicata rumena che è stata in seguito denunciata. La si vede percorrere pochi passi fuori dai portici, per poi essere colpita da una scarica. Insieme alla pattuglia dell’Arma erano intervenuti anche due agenti di Polizia Locale. Filippo Blengino, esponente politico cuneese e segretario nazionale di Radicali Italiani, parla a questo riguardo di immagini “inquietanti”: “Non sono bastati due agenti della Polizia Locale e due Carabinieri per gestire la situazione senza ricorrere alla scarica elettrica. Dalle immagini, inoltre, il taser sembrerebbe essere stato utilizzato in modo prolungato, con la scarica che pare continuare anche quando la donna era già a terra. Sempre dalle immagini, la donna sembrerebbe essere caduta violentemente in avanti, finendo con il volto a terra”. “Si tratta di un intervento che appare sproporzionato e inadeguato” accusa Blengino, definendo il taser “uno strumento di tortura” e chiedendo che venga “immediatamente rimosso dalla dotazione delle forze dell’ordine”: “Al tempo stesso, - aggiunge - non si può non rilevare come l’azione posta in essere dai Carabinieri sollevi seri interrogativi sotto il profilo della proporzionalità e dell’uso della forza. Ci auguriamo che la magistratura faccia piena chiarezza sull’accaduto e accerti eventuali responsabilità”.