LIMONE PIEMONTE - Tenda bis: che ne sarà del tunnel storico?

Oggi l'incontro con il viceministro Rixi a Limone. Nella CIG del 6 ottobre andranno ridefiniti gli accordi economici per la ristrutturazione della vecchia galleria (per la quale Edilmaco si sfila)

Il viceministro Rixi a Limone

Andrea Dalmasso 25/09/2023 16:05

Che ne sarà del vecchio tunnel del Tenda? È questo uno dei principali interrogativi emersi oggi, lunedì 25 settembre, dopo l’incontro di aggiornamento che si è tenuto in municipio a Limone Piemonte alla presenza del viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi e di tutti i Sindaci e rappresentanti delle istituzioni del territorio. Una riunione preparatoria, in vista della CIG che si terrà il prossimo 6 ottobre, per la prima volta a Roma, cui prenderanno parte anche gli stessi primi cittadini, sia italiani che francesi. La posizione che l’Italia porterà al citato vertice è quella già emersa nelle scorse settimane: no all’apertura in modalità cantiere per l’inverno chiesta dai francesi, troppo alto il rischio di rallentare i lavori e ritardare ulteriormente l’apertura del nuovo tunnel, prevista tra maggio e giugno del 2024. 
 
Il destino del tunnel storico
 
Uno dei principali temi emersi, come detto, riguarda il vecchio tunnel. I fondi destinati inizialmente alla sua ristrutturazione sono stati “dirottati” sul nuovo traforo, in modo da coprire i maggiori costi generati dai rincari degli ultimi anni. Ora, quindi, serve definire un nuovo “quadro economico” - per usare le parole di Rixi - per il rifacimento della galleria ottocentesca: “Noi abbiamo fatto riprendere i lavori per il nuovo tunnel spostando fondi dalla ristrutturazione della vecchia canna. Ora bisogna ridefinire il quadro economico per il vecchio tunnel con la parte francese: i costi vanno suddivisi a metà tra noi e la Francia”. Edilmaco, che sta eseguendo i lavori per il nuovo tunnel, pare però non essere interessata ad occuparsi del tunnel ottocentesco. All’orizzonte, quindi, lo “spettro” di un nuovo appalto internazionale, con relativi tempi. Rixi si dice ottimista: “Se riusciamo a chiudere il quadro economico per la vecchia canna potremmo immediatamente appaltare i lavori e iniziare i lavori in continuità con l’attuale, abbiamo dei sistemi per accorciare i tempi”.
 
I 255 milioni stanziati per il raddoppio del tunnel, come detto, sono stati coperti “spostando” i fondi inizialmente destinati alla ristrutturazione del traforo storico, per la quale ora - secondo quanto dichiarato a margine dell’incontro di oggi - servirà una somma pari a circa un terzo di questa cifra. I costi totali, insomma, potrebbero arrivare a sfiorare i 350 milioni di euro.
 
Messaggi alla Francia
 
Da parte del viceministro non sono mancate alcune “frecciatine” alla controparte francese: “Loro hanno due vantaggi. Uno è che i lavori li fanno gli italiani. Possono dire quello che vogliono, ma quando criticano sparano sempre su qualcun altro. E poi, checché ne dicano i Sindaci della valle, per il Governo francese il tema dei valichi alpini non è prioritario. Peraltro in valle Roya ci sono ancora due guadi e sei-sette sensi unici alternati: se oggi ci fosse il tunnel troveremmo i mezzi incolonnati in valle”. Poi una proposta, a metà tra l’idea concreta e la provocazione: “Se fosse possibile pagheremmo anche solo noi italiani, i soldi ce li abbiamo: il problema è che l’accordo esistente ci obbliga a chiedere loro metà delle risorse. Noi saremmo ben contenti se fosse un’azienda francese a realizzare i lavori per la vecchia canna”. 
 
Nuovo tunnel: doppio senso oppure no?
 
In sede di CIG, come detto, la parte italiana chiederà garanzie per l’apertura del nuovo tunnel entro maggio-giugno 2024. Ancora da valutare, però, la possibilità di aprire con doppio senso di marcia: “La stiamo studiando”, ha detto Rixi. In caso contrario, con transito a senso unico alternato, il territorio si ritroverebbe dopo undici anni di lavori a tornare nella situazione originaria. Una beffa? “Sarebbe comunque meglio della condizione attuale”, ribatte Rixi. “All’azienda abbiamo chiesto di lavorare 24 ore su 24 e se possibile sette giorni su sette. Oggi ci sono 150 operai sul cantiere, non sono mai stati così tanti. Vanno mantenuti per garantire i tempi”, ha continuato il viceministro: “La priorità oggi è aprire la nuova canna. Edilmaco pare non essere interessata ai lavori per la vecchia canna? È così, ma in ogni caso oggi la prima cosa da fare è chiudere nel minor tempo possibile i lavori per la nuova canna, poi si aprirà eventualmente un nuovo cantiere. Non possiamo passare un’altra estate senza questo collegamento”.
 
Questione ferrovia
 
Un altro punto che l’Italia porterà in CIG il prossimo 6 ottobre è il potenziamento della ferrovia: “Chiederemo orari di apertura più lunghi per poter far viaggiare i convogli anche al mattino presto e alla sera tardi, anche in vista della stagione invernale. C’è da capire da parte francese l’intenzione di eliminare il limite a 30 chilometri orari e di presidiare le stazioni anche al mattino e alla sera, per consentire il transito dei treni".
 
Tra i cronisti, tornando al Tenda bis, c’è chi cita una frase di Jean Pierre Vassallo, sindaco di Tenda, da sempre tra i più duri su questa situazione, e chiede se non siano doveroso delle scuse al territorio per una telenovela che si protrae ormai da oltre un decennio: “Non so chi debba chiedere scusa al territorio, il problema oggi è che i lavori vanno fatti. Il Governo più che mettere i soldi e fare gli appalti non può fare. Quando ci sono situazioni come queste bisogna risolvere i problemi, al di là delle colpe di ognuno, lavorando insieme con comunione d’intenti”, chiude Rixi.

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