LIMONE PIEMONTE - Tenda, la proposta di Rixi fa discutere: "Svolta ambientalista o presa d'atto di un fallimento?"

Calderoni chiede chiarezza sull'ipotesi di un percorso ciclopedonale nel tunnel storico: "Esternazione estemporanea del viceministro o vera iniziativa del Ministero? Il Governo chiarisca"

Mauro Calderoni

Redazione 03/06/2026 12:11

Hanno fatto e faranno ancora discutere le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi: il vice di Matteo Salvini nei giorni scorsi ha rimesso sul tavolo la proposta relativa a un percorso ciclabile e pedonale all'interno del tunnel storico del Colle di Tenda, con passaggio dei veicoli a doppio senso, invece, nel nuovo traforo. L'ipotesi ha raccolto il favore delle associazioni ambientaliste cuneesi Pro Natura e Legambiente. Sul tema è intervenuto in una nota anche il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni: "Le dichiarazioni del viceministro Edoardo Rixi sul futuro della galleria storica del Tenda sorprendono per tempi e contenuti. Se non siamo di fronte a un sogno di inizio estate o all’ennesima esternazione estemporanea, ma a una vera iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, allora è necessario che il Governo chiarisca immediatamente quali siano le basi tecniche, finanziarie e diplomatiche di questa proposta. Rixi afferma che la nuova canna sarebbe in grado di funzionare con traffico bidirezionale e richiama a sostegno della sua tesi studi del Politecnico di Torino. A questo punto la domanda è semplice: questi studi esistono? Sono stati formalmente consegnati? Possono essere resi pubblici?". "Tre anni fa - prosegue l'ex sindaco di Saluzzo - il presidente Cirio assunse l’impegno di chiedere proprio al Politecnico sabaudo una verifica sulla concreta possibilità di utilizzare il nuovo tunnel a doppio senso di marcia. Se oggi il viceministro cita quegli approfondimenti come base per una scelta strategica, il Piemonte e il territorio hanno il diritto di conoscere quella documentazione. Occorre sapere se tale relazione sia stata trasmessa ad Anas; se sia stata presentata alle autorità francesi; se esista una valutazione condivisa tra i due Stati; se un traforo internazionale possa realmente garantire in modo stabile il traffico nei due sensi all’interno di un’unica canna. La trasformazione della galleria storica in un percorso ciclabile e dedicato alla mobilità dolce è una suggestione interessante, sostenuta da tempo da associazioni ambientaliste e cicloturistiche. Ma anche in questo caso occorre distinguere tra le idee e i progetti. Esiste un accordo con la Francia? Esistono finanziamenti dedicati? Esiste un cronoprogramma? Oppure siamo di fronte a una semplice boutade politica?". Ancora Calderoni: "Il sospetto è che si stia cercando di trasformare in svolta ambientalista quella che rischia di essere, molto più banalmente, la presa d’atto di un fallimento: un valico internazionale che, dopo anni di ritardi, extracosti e polemiche, continua oggi a funzionare con il senso unico alternato regolato da semaforo. Rixi dovrebbe spiegare con chiarezza se l’ipotizzata rinuncia alla riapertura della canna storica per il traffico veicolare dipenda da una scelta politica, dalla mancanza delle risorse necessarie o dalle difficoltà tecniche ormai evidenti nel completamento dell’intervento. Anche perché è noto che resta aperta la delicata partita con la Francia sugli enormi aumenti dei costi dell’opera e sulla ripartizione degli oneri aggiuntivi, una discussione che richiederà ancora tempo e trasparenza. Il territorio merita verità, non slogan. I presidenti di Regione Piemonte e di Provincia di Cuneo che dicono? Dopo anni di attese, promesse e rinvii, i cittadini della Granda e delle vallate alpine hanno diritto a sapere quale sia il progetto reale del Governo per il Tunnel di Tenda. Se esiste una nuova strategia, venga presentata ufficialmente. Se invece siamo di fronte all’ennesimo annuncio elettorale, allora qualcuno sta semplicemente cercando di gettare una pietra nello stagno per distogliere l’attenzione dalle criticità ancora irrisolte di un’opera che avrebbe dovuto restituire piena normalità ai collegamenti tra Piemonte e Liguria, tra Italia e Francia e che invece continua a essere simbolo di ritardi e occasioni mancate".