CUNEO - Tettoia Vinaj, il Comune getta la spugna: il privato non paga (e continua a incassare sull’ex Cantore)

La risposta dell’assessore Fantino chiarisce quel che già si temeva: la società di Dario Dalmasso è in liquidazione, inutile ricorrere per i canoni non pagati

Andrea Cascioli 24/03/2026 19:31

Le possibilità di riavere i canoni non pagati per la gestione della Tettoia Vinaj sono pressoché nulle. Lo conferma l’assessore al Bilancio Valter Fantino, rispondendo a un’interpellanza di Giancarlo Boselli (Indipendenti): com’è noto, la società amministrata da Dario Dalmasso è stata condannata lo scorso novembre al pagamento dei canoni non corrisposti al Comune di Cuneo dal luglio 2015 al giugno 2021. Una somma quantificata in 192.328,50 euro, più Iva e interessi moratori. La stessa Tettoia Vinaj srl era stata condannata anche a pagare l’indennità di occupazione “senza titolo” dell’immobile fino al 2024, data della restituzione delle chiavi del fabbricato: l’ulteriore ammontare è di 144.657 euro, che sommati insieme ai precedenti dà un totale di 336.985 euro (più cinquanta centesimi). Soldi che il Comune non rivedrà, perché la Tettoia Vinaj è ormai in liquidazione. Essendo una srl, ricorda Fantino, non è possibile aggredire direttamente i beni dei soci. Ma nemmeno rivalersi sulla Exincantore, l’altra società a responsabilità limitata tramite cui lo stesso Dalmasso riscuote tuttora i canoni di affitto dell’ex infermeria della caserma Cantore: un fabbricato di 3.231 metri quadrati per cui la srl paga al Comune mille euro al mese, incassando cifre ben più alte dall’Atl e dagli altri affittuari. Secondo i calcoli che lo stesso Boselli aveva squadernato in passato, in trent’anni il Comune dovrebbe mettere in cassa 360mila euro, ma la Exincantore otterrà una cifra dieci volte più alta. È il delitto perfetto, reso possibile da chi, all’epoca della riqualificazione portata a casa dalla giunta Valmaggia e realizzata dalla prima giunta Borgna, non vigilò. Né sulla mancanza della fideiussione per Tettoia Vinaj (mai presentata), né sul subentro della Exincantore di Dalmasso - già allora inadempiente sui canoni di Tettoia Vinaj - nella gestione dell’ex infermeria. Oggi il privato passa all’incasso e ringrazia, mentre la città resta con le pive nel sacco e le casse vuote: “Ci si è riservati di proporre in futuro giudizio separato e autonomo per il risarcimento del danno conseguente al mancato pagamento degli oneri” ricorda Fantino. Ma citare in giudizio una srl “vuota” sarebbe cosa “non adeguata al rispetto del principio di economicità”. Vale a dire che il Comune si troverebbe con ogni probabilità a pagarsi gli avvocati senza ottenere niente in cambio: “Il lavoro che si sta facendo - aggiunge il responsabile del bilancio - è volto a sapere quanto si potrà eventualmente recuperare sulla somma legata ai canoni”. Ma la sensazione è che la risposta sarebbe la medesima che il Mimmo di Bianco, rosso e Verdone si sente dare dalla nonna quando chiede: “M’hanno fatto un buono, che vordì?”. Boselli dal canto suo torna a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta speciale sull’intera operazione di piazza ex Foro Boario: “La risposta dell’assessore è motivo di più per chiedere una commissione d’inchiesta”. Chi è scettico anche su questa eventualità è il “decano” Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni): “Ho esperienza di altre commissioni speciali e so che occorrono un certo numero di anni: speriamo di sopravvivere”.