CUNEO - Togliere i seggi elettorali dalle scuole di Cuneo? La sindaca è scettica: “Il voto non è un impiccio”

La proposta del consigliere Bongiovanni di Cuneo Mia per “garantire continuità didattica”. Ma le alternative sono poche e poco praticabili, specie in frazione

Andrea Cascioli 27/05/2026 19:25

Non farà piacere agli alunni, ma forse più ai genitori, la proposta di spostare i seggi elettorali collocati da sempre nelle scuole elementari, medie e superiori di Cuneo. A farsene portavoce in Consiglio comunale è Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia, con un’interpellanza a tema che richiama un’iniziativa avviata, nel marzo scorso, da un gruppo di genitori e insegnanti. “Garantire la continuità didattica in ogni modo è uno dei bisogni primari per lo sviluppo della società civile” sottolinea l’esponente dell’opposizione, ricordando i “155 comuni tra Lombardia e Lazio che hanno spostato i seggi elettorali fuori dalle scuole” a seguito di una circolare ministeriale che dal 2021 allenta gli obblighi di legge al riguardo - tutti centri medio piccoli, a eccezione di Bergamo. “Perché non iniziare dalla caserma di San Rocco Castagnaretta, già utilizzata in occasione del Covid?” suggerisce l’interpellante, sostenuto nella proposta dalla collega di Centro per Cuneo Flavia Barbano: “Sono sicura che le soluzioni alternative ci sono, confido che l’amministrazione possa riuscire a trovarle”. “Da parte mia c’è un impegno a continuare a lavorare sulla materia” assicura la sindaca Patrizia Manassero, che tuttavia esprime le sue perplessità sulla buona riuscita di un’operazione simile. “Dobbiamo garantire capillarità territoriale - spiega - perché i seggi devono essere in prossimità dei cittadini, compresi coloro che abitano nelle frazioni più periferiche. E dev’essere garantita la continuità della vigilanza da parte delle forze dell’ordine in spazi suddivisi per sesso e provvisti di luoghi dove dormire e di servizi igienici”. Quindi è improbabile che si trovino alternative agli edifici scolastici, specie in frazione. E la sede del Secondo Reggimento Alpini, allora? “La caserma Vian non è solo un edificio, è la base di un reparto operativo impegnato fortemente in missioni in Italia e all’estero: è sottoposta anch’essa a determinate norme e questo confligge con i criteri per un luogo in cui si va a votare, che dev’essere libero e accessibile a tutti”. “Dobbiamo cercare di vedere in modo non penalizzante il voto” esorta la prima cittadina: “Comprendo le famiglie e le scuole, ma chiedo alla politica di comprendere quanto sul voto dobbiamo investire: non è un impiccio, è il momento di massima espressione della nostra comunità”. E anche, per i ragazzi, una rara opportunità di ritagliarsi - fra compiti e rientri - almeno un fine settimana “lungo”.