Adelante, con juicio. L’adagio manzoniano si adatta alle parole prudenti dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, all’indomani del giro di nomine che ha portato Livio Tranchida dal Santa Croce al vertice della Città della Salute, in sostituzione di quel Thomas Schael che proprio Riboldi aveva voluto cinque mesi fa. Si ha un bel dire che “tutti sono utili e nessuno indispensabile”, come lo stesso direttore generale uscente si è affrettato a ripetere sia prima che dopo l’annuncio. A Cuneo ci si chiede se il futuro del migliore ospedale hub d’Italia, come l’Agenas ha decretato lo scorso anno, finirà in buone mani. L’assessore assicura che così sarà, mentre sulla costruzione del nuovo ospedale pende la spada di Damocle del ricorso della Inc. Il 23 ottobre dovrebbe arrivare l’atteso verdetto, poi si vedrà. Assessore, non più tardi di un mese fa Tranchida si è presentato di fronte al Consiglio comunale e ha detto queste testuali parole: “Mi sento in debito d’onore con la comunità e certamente non la lascerò in questo momento”. Ora scopriamo che se ne andrà, la sindaca dice che la notizia “preoccupa”. Diciamocelo chiaro: dobbiamo preoccuparci? E quanto dovremo aspettare per conoscere il sostituto? Il direttore Tranchida almeno fino al 30 novembre rimane a Cuneo per garantire in ogni aspetto la procedura amministrativa per la realizzazione del nuovo ospedale. È un impegno che abbiamo con tutta la comunità ed in tal senso abbiamo avvertito la sindaca, il presidente della Provincia e la presidente della Fondazione Ospedale. Il suo sostituto sarà individuato non appena avremo certezze sull’iter del nuovo ospedale, in ogni caso in tempi rapidi e sarà un professionista valido come il dottor Tranchida. L’impressione è che Cuneo, per un motivo o per un altro, si trovi sempre in un gioco dell’oca. Prima c’era stato l’addio repentino di Elide Azzan, poi i rumors su Tranchida che ancora a dicembre scorso sono stati smentiti proprio da lei e da Cirio. E adesso? Come detto, nell’immediato non cambia nulla. Garantiamo la continuità amministrativa sul percorso del nuovo ospedale e su tutti gli altri aspetti che ha un’azienda ospedaliera importante come quella di Cuneo. I cambi al vertice di un’Azienda sono certamente passaggi significativi, ma quando un’Azienda è ben gestita, come nel caso di Cuneo, è sicuramente più semplice proseguire nella buona amministrazione. Parliamo del nuovo ospedale: il 23 ottobre c’è la sentenza sul ricorso della Inc. Dopo cosa succede? È difficile fare previsioni e valutazioni prima del 23 ottobre. In ogni caso, siamo pronti ad individuare le soluzioni che ci consentano di arrivare alla costruzione del nuovo ospedale. In Consiglio comunale si è parlato della questione a maggio, il consigliere Claudio Bongiovanni aveva detto che nei documenti regionali non c’è traccia di stanziamenti per la progettazione nel 2025. È vero? Falso. Il finanziamento di oltre 20 milioni per l’ospedale di Cuneo e di altrettanti 20 milioni per l’ospedale di Alessandria è previsto dalla Dgr 15-403 del 21 novembre 2024. Riavvolgiamo il nastro. A marzo 2023 c’era stata la conferenza d’intenti, all’epoca si parlava di dicembre 2028 come data per la consegna dei lavori. A gennaio 2024 il termine si è spostato al 2031 e in ballo c’era ancora il partenariato. A settembre 2024 lei ci ha confermato la data del 2031, ma era prima del ricorso. Tranchida, a marzo scorso, in occasione della visita di Cirio in ospedale ha parlato di “fine 2032-inizio 2033”. Il termine ultimo rimane quello? Anche in questo caso fare previsioni è molto complicato. I tempi dovrebbero essere questi ma procediamo un passo per volta. Quello che è certo, e lo ribadisco ancora, è che il nuovo ospedale si farà e chiunque guiderà l’Azienda Ospedaliera avrà come primo obiettivo proprio questo! L’area del Carle ha un grosso tema irrisolto legato alla viabilità, la sindaca subito dopo la sua visita di un anno fa aveva espresso l’auspicio che “sia tenuta in conto fin da subito e non dopo, in maniera accidentale”. C’è qualche garanzia che si sente di fornire al riguardo? Certamente il tema della viabilità e dell’accesso alla struttura è fondamentale. Sono certo che verrà tenuto nella giusta considerazione da parte di tutti coloro che sono coinvolti nella progettazione e realizzazione dell’opera. Si parla con insistenza dell’eventualità che la legislatura si chiuda con due anni d’anticipo - se Cirio andasse a Roma dopo le prossime politiche. In caso di elezioni anticipate, c’è il rischio di un nuovo stop per il progetto? Assolutamente no. Sono progetti che proseguono e vanno avanti indipendentemente da situazioni come quelle che lei prospetta. Se ci sono, e speriamo che non accada, ritardi o ostacoli certamente non dipendono da questo, ma da complicazioni burocratiche e lungaggini sulle quali però siamo particolarmente vigili.