La Rete Civica della Granda ha ribadito il proprio sostegno alla posizione espressa dal Comitato di Monitoraggio del Tenda, che ha respinto con fermezza la proposta avanzata dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di aprire il Tunnel di Tenda a senso unico alternato. Riceviamo e pubblichiamo il loro intervento riguardante questo tema: La Rete Civica della Granda esprime totale fermezza e piena convergenza con la netta presa di posizione del Comitato di Monitoraggio del Tenda, respingendo senza riserve la proposta di ripiego avanzata dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. L'ipotesi orientata all'apertura del tunnel a senso unico alternato (sfruttando una sola canna) e sacrificando il progetto originario è irricevibile. Riteniamo inaccettabile che, dopo anni di ritardi accumulati, varianti in corso d'opera, eventi alluvionali e rinvii cronici che hanno penalizzato oltremodo l'economia e la mobilità dei nostri territori, si prospetti oggi una soluzione monca. È stata presentata come "soluzione d'emergenza", ma rischia concretamente di trasformarsi nell'ennesima e definitiva opera incompiuta del Nord-Ovest. Un'infrastruttura vitale, non un lusso negoziabile Il collegamento transfrontaliero del Colle di Tenda non rappresenta un'opera d'interesse puramente locale, bensì un asse strategico europeo di fondamentale importanza per l'interscambio commerciale, turistico e logistico tra il Piemonte meridionale, la Liguria di Ponente e la Francia. Ridurre il progetto a una sola canna percorribile significa condannare la provincia di Cuneo e le vallate limitrofe a un isolamento infrastrutturale ed economico permanente, venendo così fortemente penalizzate. Accettare il transito a singhiozzo su un'unica corsia significherebbe vanificare centinaia di milioni di euro di investimenti pubblici già stanziati e tradire le aspettative di cittadini, imprese e amministratori che da oltre un decennio subiscono i disagi di un cantiere infinito. La Granda non chiede sconti, chiede il rispetto dei patti originari: due canne percorribili in totale sicurezza. Sicurezza, sostenibilità e dignità territoriale La proposta ministeriale pecca di lungimiranza e solleva enormi perplessità sotto il profilo della sicurezza e della gestione dei flussi viari. Un tunnel a canna singola non offre le necessarie garanzie in caso di guasti, incidenti o emergenze all'interno della galleria, costringendo a frequenti e totali blocchi della circolazione con ricadute importanti sulla Valle Vermenagna e sulla Valle Roya. Inoltre, l'ipotesi di riaperture parziali e temporanee limitate solo ai fine settimana appare come un mero palliativo che non risolve i problemi strutturali dei pendolari, dei trasportatori e degli operatori turistici. Il territorio necessita di certezze logistiche 365 giorni all'anno, non di una viabilità "a spot". Le richieste della Rete Civica alla politica e a Anas La Rete Civica della Granda, a sostegno dell'azione unanime dei sindaci del territorio e dei rappresentanti delle istituzioni locali, chiede perciò il mantenimento del progetto originario: Il cronoprogramma deve tassativamente prevedere il completamento e la messa in funzione di entrambe le canne del tunnel, garantendo la fluidità bidirezionale del traffico. ll Tunnel del Tenda deve essere aperto nella sua interezza, per restituire dignità, competitività e futuro a una terra che ha già pagato un prezzo fin troppo alto. Rete Civica della Granda