Una “certificazione di qualità” per valorizzare le imprese virtuose nel settore vitivinicolo. È la novità introdotta quest’anno in aggiunta al protocollo d’intesa “anti caporalato” di Alba, Langhe e Roero che dal 2024 viene sottoscritto da Prefettura, Camera di Commercio, Regione e dai principali attori istituzionali, economici e sociali impegnati nel settore. Un sistema di qualificazione etico-legale della filiera ad adesione volontaria che si rivolgerà alle società contoterziste che forniscono servizi e manodopera, ma anche alle stesse aziende vitivinicole che si rivolgeranno, in occasione della vendemmia, ai soggetti che hanno intrapreso questo “percorso di legalità”. Le realtà che rispettano gli standard richiesti in termini di diritti dei lavoratori verranno inserite in un elenco pubblico e saranno “premiate” con un bollino che ne certificherà non solo la qualità, ma anche la trasparenza e sostenibilità dal punto di vista etico. Il progetto è stato sviluppato dalla Prefettura e dalla Camera di Commercio di Cuneo in collaborazione con Dintec Scrl ed è stato presentato stamattina, martedì 21 luglio, presso la sede cuneese dell’ente camerale. L’elenco dei sottoscrittori comprende anche Comuni, Unioni Montane, associazioni di categoria, la Fondazione Industriali, sigle sindacali e Consorzi di Tutela. I requisiti Le aziende che vorranno essere inserite nell'elenco e ricevere il bollino etico-legale dovranno presentare la domanda alla Camera di Commercio di Cuneo (QUI tutte le informazioni). I requisiti richiesti si suddividono in due tipologie. Quelli giuridici, già previsti per legge, che riguardano aspetti legati alla regolarità contributiva, all'applicazione dei contratti collettivi e all'assenza di procedimenti sanzionatori o condanne penali. In secondo luogo quelli qualificanti, che a loro volta contengono vincoli obbligatori e direttive inserite a titolo di raccomandazione. Nell’elenco prescrizioni riguardanti le condizioni di lavoro, la presenza di alloggi dignitosi, l’adeguatezza delle condizioni di viaggio, la formazione e la presenza di referenti aziendali. Le dichiarazioni Ad aprire la presentazione è stato il Prefetto di Cuneo Mariano Savastano: "Il territorio delle Langhe, del Roero e dell’Albese è un patrimonio economico, culturale e di immagine non solo per questa provincia, ma per tutto il Paese. Questo si fonda anche su una forte richiesta di manodopera stagionale straniera. In questo senso, rivolgersi a intermediari per molti è una necessità, non una scelta: per gestire i picchi, per la mancanza di manodopera locale. Rivolgersi agli stranieri è spesso l’unica via. Negli anni le indagini giudiziarie hanno fatto emergere rischi concreti: intermediari e cooperative senza scrupoli, che alterano la leale concorrenza e sfruttano i lavoratori ledendone i diritti. La risposta non si è limitata solo all’azione repressiva, ma si è deciso di agire sul piano della prevenzione, con protocolli di legalità. Quest’anno introduciamo questa novità: un disciplinare per un sistema di certificazione e qualificazione per l’intera filiera. Se dovessi scegliere uno slogan, direi ‘Qualifichiamoci’: rendiamo quello delle Langhe un modello riconoscibile e qualificato. Vogliamo fare emergere e valorizzare le imprese virtuose”. “Non è un’operazione di polizia, ma un’operazione culturale. - ha precisato Savastano - Non andiamo a caccia delle streghe, scavando alla ricerca delle irregolarità. La firma del protocollo comporta però un impegno di verifica, di controllo, di garanzia”. Per la Regione Piemonte era presente l’assessore Marco Gallo: "Nel Saluzzese questo protocollo ha risposto a una situazione di emergenza e funzionato molto bene, il territorio è diventato un modello a livello nazionale”. Poi l'intervento del presidente della Camera di Commercio Luca Crosetto: “Quando parliamo del comparto vitivinicolo non parliamo solo di un settore economico, ma della carta d’identità della nostra provincia, il che comporta anche una grande responsabilità: l’economia non può più essere disunita dall’etica. Non vogliamo imporre nuovi fardelli burocratici, ma premiare, mappare e rendere visibili le aziende che vogliono essere trasparenti”. Ad illustrare nel dettaglio gli aspetti tecnici del processo di certificazione è stato Antonio Romeo, direttore generale di Dintec: “Uno strumento innovativo, con un approccio non vessatorio ma proattivo. Vogliamo valorizzare le imprese virtuose, rafforzare la reputazione del territorio e promuovere il ‘lavoro buono’ e la qualità della filiera. Il percorso si rivolge sia alle imprese contoterziste che alle stesse imprese vitivinicole, per un approccio corale di tutta la filiera”. A rappresentare i produttori Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco: "La pluralità delle istituzioni coinvolte è sintomo della volontà di operare con qualità che caratterizza il territorio. Questa nuova opportunità sarà uno stimolo importante per tutte le nostre aziende”.