CUNEO - Una super fondazione “mangerà” CRC? Manassero non si spaventa: “Abbiamo rassicurazioni”

In Consiglio comunale la maggioranza boccia l’ordine del giorno “cautelativo” di FdI. La sindaca annuncia: “Presto l’incontro con i nostri rappresentanti in Fondazione”

Andrea Cascioli 01/02/2023 13:10

Di certo c’è solo che la “super fondazione”, almeno a Cuneo, non piace a nessuno. Parliamo del progetto di cui lo scorso dicembre si è incominciato a rumoreggiare in ambienti finanziari torinesi, dove si è alle prese con l’imminente rinnovo dei vertici di Fondazione CRT.
 
L’ardita ipotesi che qualcuno fa balenare è una fusione tra Compagnia di San Paolo e appunto CRT, in un conglomerato che unirebbe gli oltre 6,2 miliardi di patrimonio della prima ai 2,3 miliardi della seconda, creando un colosso con partecipazioni strategiche nelle due principali banche italiane (Intesa Sanpaolo e Unicredit). Ma Cuneo cosa c’entra? All’apparenza, nulla. Il timore però è che in questo matrimonio d’interessi - del tutto eventuale, tocca ribadirlo - la Granda si ritrovi nella parte del manzoniano vaso di coccio tra vasi di ferro. Cosa che del resto è già avvenuta non più tardi di tre anni fa, quando Intesa Sanpaolo ha inglobato UBI Banca e con essa le ultime vestigia di autonomia bancaria della fu Cassa di Risparmio di Cuneo, già passata attraverso la palingenesi della Banca Regionale Europea.
 
Certo, la questione in questo caso è diversa, perché nelle fondazioni è (ancor più) dirimente il consenso politico. Di questo infatti si è parlato nelle ultime due sedute del Consiglio comunale, a partire da un’interpellanza di Giancarlo Boselli (Indipendenti) e da un ordine del giorno di Fratelli d’Italia: “La nostra azione all’interno della Fondazione non può espletarsi unicamente con l’elezione di rappresentanti che poi una volta eletti fanno come vogliono” ammonisce Boselli, con una stoccata alla sindaca. “Una super fondazione reciderebbe l’identità e il radicamento territoriale cuneesi di CRC” aggiunge Noemi Mallone (FdI). L’odg con cui la destra chiede all’amministrazione di “salvaguardare l’interesse territoriale locale” rispetto alla temuta ipotesi trova sponde a sinistra, dove Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) torna a criticare l’eccessivo protagonismo delle fondazioni, definendo “patologico” il potere che hanno assunto nell’ultimo trentennio rispetto al finanziamento degli enti locali.
 
La maggioranza, dal canto suo, ostenta sicurezza: “La super fondazione non si farà nemmeno tra le sette sorelle: l’ultima inglobata è Bra, ma non riusciremo a portare Saluzzo e nemmeno Savigliano e Fossano” ribatte Vincenzo Pellegrino di Centro per Cuneo. Dagli stessi banchi arriva la voce di Serena Garelli che boccia l’odg (poi respinto con 9 voti favorevoli e 21 contrari), giacché il rischio palesato “non sussiste”: “È un’operazione che creerebbe svantaggio al nostro territorio, perché la nostra fondazione ha un grado di erogazione molto superiore a quello di CRT e Compagnia di San Paolo” precisa la consigliera. “Ad oggi - aggiunge il capogruppo di Crescere Insieme Luca Paschiero - tutto questo appare una possibilità remota e le dichiarazioni che sono circolate fanno stare abbastanza tranquilli: abbiamo avuto le dovute rassicurazioni dal presidente e dagli organi competenti”.
 
Alle medesime rassicurazioni fa riferimento la sindaca Patrizia Manassero: “Ci si è naturalmente parlati con CRC: Cuneo è forte e autonoma ed è nostro interesse mantenere la fondazione collegata al territorio”. Dalla prima cittadina arriva anche l’impegno a riprendere gli incontri annuali con il presidente e i consiglieri nominati dal comune nella Fondazione CRC. Una consuetudine che si era interrotta con l’emergenza Covid e la malattia dell’allora presidente Giandomenico Genta, ma che il suo successore Ezio Raviola si è già mostrato disponibile a rinnovare.

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