Non episodi sporadici, ma un’emergenza sempre più concreta e sempre più presente nella vita quotidiana di chi lavora nelle strutture sanitarie. Un fenomeno in cui il Piemonte non fa eccezione: quello delle aggressioni nei confronti del personale sanitario. A delineare il quadro sono i dati contenuti nella relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie, diffusa in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari. L’Osservatorio è stato istituito per la prima volta nel 2022. Si legge nella relazione: “La crescita esponenziale e preoccupante di episodi di violenza ha portato le diverse istituzioni operanti nel sistema a realizzare nel tempo specifici monitoraggi, documenti, raccomandazioni con finalità diverse. Spesso si tratta di forme di violenza provenienti dagli stessi pazienti o dai loro caregiver, che si traducono in aggressioni fisiche, verbali o di comportamento”. Nel 2025 in Piemonte sono stati segnalati in totale 1.621 episodi, che hanno coinvolto 2.207 operatori (611 uomini e 1.596 donne), tutti impiegati nel settore pubblico. Per quanto riguarda l’età, la distribuzione delle segnalazioni è sostanzialmente equidistribuita sulle tre fasce di età maggiormente rappresentative della popolazione lavorativa: 30-39 anni, 40-49 anni, 50-59 anni, che rappresentano poco più dell'81% degli eventi. Distinguendo i casi in base alla qualifica professionale, la categoria più colpita in termini assoluti è quella degli infermieri (61%), seguita dai medici e dagli OSS. Le aggressioni sono registrate maggiormente negli ospedali rispetto alle strutture territoriali, con una maggior incidenza nei Pronto soccorso (527), nelle aree di degenza (378) e nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (199). Prevalentemente l’aggressore viene identificato nel paziente (1.092) oppure nel parente, caregiver o conoscente (906). La maggior parte delle aggressioni si concretizza in violenza verbale (87%), in misura minore in violenza fisica (circa il 26%) spesso accompagnata da violenza verbale (motivo per cui la somma percentuale supera il 100%), più raramente in atti contro la proprietà (10%). Dall’analisi complessiva emerge che, nel 2025, in Italia sono state segnalate quasi 18 mila aggressioni (17.956), che hanno coinvolto oltre 23 mila operatori (23.367). Per quanto riguarda le denunce, i reati di lesioni personali gravi ai danni di personale sanitario negli ospedali sono aumentati significativamente passando da 16 casi nel 2022 a 284 nel 2024, a 509 nel 2025 mentre quelli di percosse sono aumentati costantemente passando da 47 casi nel 2021 a 86 nel 2024, fino a registrare una diminuzione a 74 casi nel 2025. QUI la relazione completa.