Ieri, giovedì 18 giugno, il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera all’aggiornamento dei requisiti per richiedere i contributi dedicati alle spese scolastiche. A seguito di quattro giorni di staffetta serrata, la partita dei voucher scuola per l’anno scolastico 2026-2027 si è infatti conclusa con l’approvazione di alcune modifiche, che però non convincono le consigliere regionali di Avs Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera. Segue il loro intervento sul tema:
“Il lavoro delle opposizioni è servito quantomeno a rimuovere alcuni degli aspetti più problematici di questo provvedimento: in particolare, come AVS abbiamo chiesto fin dall'inizio che venisse tolta la discrezionilità del ‘fino a’ sui voucher B, che avrebbe sì consentito alla destra di dire di aver accolto il 100% delle domande, pur su una platea ridotta alle famiglie con 15.000 Euro di ISEE rispetto ai 26.000 dello scorso anno, ma dando le briciole alle famiglie più povere, proprio quelle che il voucher in questi anni lo hanno sempre preso.
A seguito dei confronti di queste due settimane di aula, la maggioranza ha acconsentito a mettere un tetto minimo ai voucher B, cosa che peraltro mette nero su bianco il danno che verrà fatto a coloro che hanno un ISEE compreso tra 4.000 e 9.000 Euro, per i quali i voucher saranno di fatto dimezzati rispetto allo scorso anno, con importi minimi di 75 euro per la primaria, di 150 euro per le medie e di 250 euro per le superiori. Tutto questo in un paese dove la spesa media per un figlio iscritto alla scuola secondaria, per libri e kit didattici, è di 480 euro per le medie e 680 euro per le superiori. Questa Giunta continua insomma a prendersela con i più poveri, dimenticando completamente quella ‘rimozione degli ostacoli sociali ed economici’ prevista dalla Costituzione e questa volta lo fa proprio sul diritto allo studio.
L'obiettivo della destra era e resta chiaro: dare briciole alle famiglie più povere per poter dire che hanno pagato il 100% dei Voucher e evitare la vergogna delle oltre 60.000 famiglie che ogni anno rimanevano escluse dai voucher pur avendone diritto.
C'era un'altra strada: smettere di favorire le scuole paritarie e aumentare i fondi per il pagamento dei voucher per tutte le altre famiglie, nella Regione che investe 20 milioni di Euro per dare il bonus Vesta alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro e quasi 40 milioni di Euro per il trasporto gratuito agli universitari con ISEE fino a 85.000 Euro di ISEE”.
Giulia Marro
Alice Ravinale
Valentina Cera